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Como patrimonio Unesco, la maggioranza si mobilita

L’ipotesi di Como patrimonio dell’Unesco raccoglie sempre più consensi. Dopo la presentazione del piano, studiato dalla lista civica “Per Como”, diversi esponenti della maggioranza si dicono assolutamente favorevoli. A partire dall’assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Luigi Cavadini.«Iniziativa davvero meritevole. Mi muoverò già nei prossimi giorni, a titolo assolutamente personale, per raccogliere le prime informazioni – dice il critico d’arte – Ho un ottimo rapporto con

una persona che ha già fatto parte, in passato, della commissione Unesco incaricata di valutare le proposte dei vari paesi – spiega l’assessore – Già entro questa settimana ci vedremo, così che possa capire nel dettaglio quale potrà essere l’iter». Gli ostacoli, le difficoltà e il materiale da raccogliere «saranno i punti su cui mi concentrerò in questo summit. Il mio interlocutore è di recente stato coinvolto nelle operazioni che hanno portato all’inserimento dei castelli della zona di Bellinzona tra i beni patrimonio dell’Unesco. Voglio capire quale grado di complessità ha l’operazione», aggiunge Luigi Cavadini che garantisce la massima collaborazione al consigliere comunale Mario Molteni, primo firmatario della mozione, e al comitato che ha redatto la proposta.Intanto da un punto di vista formale, la richiesta presentata dalla lista “Per Como” dovrà essere ovviamente discussa in aula. «La procedura è questa – interviene il presidente del consiglio comunale di Como, Franco Fragolino – Non appena a settembre riprenderanno i lavori si dovrà verificare in quale seduta di consiglio poter discutere la mozione».La prima data utile per parlarne sarà il 5 settembre «quando si riunirà la conferenza dei capigruppo che valuterà l’ordine del giorno delle prossime sedute dell’aula», aggiunge sempre il presidente del consiglio comunale.«Sarà comunque vitale riuscire a coinvolgere nel progetto anche tutti gli enti e le associazioni del territorio», conclude Fragolino. Sempre in queste ore, intanto, è tornato sul tema anche il primo cittadino di Como, Mario Lucini, che ha ipotizzato come data possibile per la discussione l’inizio del mese di ottobre.Intanto anche il Pirellone dà il suo consenso che per ora non può che essere “di massima”. Il Sacro Monte di Ossuccio, già da dieci anni patrimonio Unesco, è stato visitato di recente da Cristina Cappellini, assessore alla Cultura, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, che all’inizio di agosto ha fatto tappa sul Lario per il progetto di assessorato itinerante “Culture in Cammino”.«La rete dei “sacri monti” che come Regione da tempo stiamo valorizzando, partendo da Varese, insieme con i piemontesi – dice Cappellini – è un asso nella manica comasca, proprio in vista dell’Expo 2015», aveva dichiarato allora al “Corriere di Como”.E ora, alla notizia di una proposta di candidatura per il capoluogo che prende corpo, si dice «favorevole», dato che percepisce la città lariana come una «realtà viva».«Sulla candidatura di Como ho letto quello che avete scritto sul giornale, attendo una richiesta precisa da parte della pubblica amministrazione perché possa essere coinvolta la Regione Lombardia. Ma mi pare comunque una buona idea: il Lario ha una tale ricchezza di bellezze artistiche da giustificare ambizioni così alte. Le proposte di questo tipo sono già da accogliere con favore perché in sé documentano una forma di amore per il territorio».Nel 2008 già Italia Nostra si fece portavoce di una proposta per candidare l’intero Lago di Como come patrimonio dell’Unesco. «Vedremo come impostare la candidatura nel dettaglio – dice l’assessore Cappellini – Di per sé, però, la concorrenza virtuosa è fattore di sviluppo per il territorio, se significa impegnarsi in un concreto percorso di valorizzazione. È una scelta che riguarda, comunque, le vostre istituzioni locali»L’assessore Cappellini tornerà in visita sul Lario in autunno per un incontro dedicato all’Isola Comacina con la sua somma di valori storici, artistici e archeologici, al centro di un grande progetto di valorizzazione, l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale “Magistri Comacini”. Sarà l’occasione per tornare a fare il punto sull’argomento.

Fabrizio Barabesi Lorenzo Morandotti

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