Como-Pontisola, la parola ai mister: le valutazioni di Banchini e l’amarcord di Curioni
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Como-Pontisola, la parola ai mister: le valutazioni di Banchini e l’amarcord di Curioni

“Guai a pensare di essere troppo bravi, ma allo stesso tempo non va fatta troppa autocritica”. Mister Marco Banchini, allenatore del Como, punta sull’equilibrio nel commentare la vittoria della sua squadra contro il Pontisola. Un secco 4-1 che garantisce ai lariani il secondo posto solitario in classifica alle spalle del Mantova. “Dobbiamo essere contenti per quello che abbiamo fatto, ad esempio l’essere riusciti a chiudere il primi tempo in parità dopo che i nostri avversari erano andati in vantaggio. Ma allo stesso tempo dobbiamo lavorare su quello che è andato meno bene come l’esserci esposti alle ripartenze del Pontisola o aver fatto qualche concessione di troppo: nei primi minuti ci sono state cinque nostre azioni da gol che non siamo riusciti a concretizzare”.

Dal canto suo, Giacomo Curioni, mister della squadra bergamasca sottolinea: “Ci sono mancati furbizia ed esperienza soprattutto nel primo tempo, quando, in vantaggio per 1-0, ci siamo fatti raggiungere a pochi istanti dal fischio finale. Magari, iniziando la seconda parte in vantaggio, avremmo  potuto sfruttare gli spazi.  Detto questo, il Como è una squadra forte e completa, e fino al termine se la giocherà con il Mantova e il Rezzato per il primo posto”.

Con Curioni, comasco e tifoso degli azzurri, nonché giocatore della Canzese che nel 2005 conquistò la promozione in C (poi vanificata dalla mancanza di un impianto adeguato ai regolamenti dell’epoca) non è mancato, in sala stampa,  un momento amarcord. “Beh, entrare in questo stadio è stato per me emozionante – ha detto – anche se poi mi sono concentrato sulla mia squadra. La Canzese? Un bellissimo ricordo. Per tanti di noi quella promozione poteva segnare una svolta nella carriera. Chissà come sarebbero andate le cose… Sicuramente quella mancata serie C segnò un bivio per la carriera di tanti giocatori che facevano parte di quella rosa”. Una Canzese che in teoria avrebbe potuto giocare al Sinigaglia: l’allora sindaco Stefano Bruni aveva dato la sua disponibilità, ma dalla Lega giunse comunque una risposta negativa. Merita un ricordo anche Silvio Cuoco, scomparso nel 2015 in un incidente stradale, che di quella Canzese era direttore sportivo. Due settimane fa suo figlio Andrea ha difeso i pali del Legnago proprio contro i lariani.

12 Novembre 2018

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Massimo Moscardi

mmoscardi mmoscardi@corrierecomo.it


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