Como rende omaggio a Paolo Maggi dedicandogli una via
Cultura e spettacoli

Como rende omaggio a Paolo Maggi dedicandogli una via

Il professor Paolo Maggi

Finalmente il professor Paolo Maggi entra nella toponomastica di Como. Gli verrà dedicata la passeggiata lungo il lastricato che costeggia le mura occidentali della città di Como, a monte della Torre Gattoni. Lunedì 10 aprile, alle 17,30, la Società Archeologica Comense gli dedicherà una messa di suffragio nella chiesa di Santa Cecilia. Ecco un ricordo di Maggi del “past president”dell’Archeologica, Cesare Piovan.

Una vita professionale da docente di lettere classiche al Liceo Ginnasio “Volta”, Abbondino d’oro, Medaglia d’oro del Capo dello Stato al merito della Cultura, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica, animatore e poi Presidente della Società Archeologica Comense, “Paul Harris” del Rotary.

Questi i titoli acquisiti e le funzioni rivestite da Paolo Maggi, uomo di scienza profonda e di specchiate qualità morali, al quale provvidamente la giunta cittadina, accogliendo una pluralità di segnalazioni, ha deliberato l’inte – stazione di uno spazio pubblico per onorarne la memoria, giusto nel decennale della sua scomparsa. Nato a Mariano Comense nel 1914, Paolo Maggi si diplomò presso quello che sarebbe diventato il suo liceo, conseguendo, nel 1933 la “Medaglia Alessandro Volta” quale “migliore alunno del Liceo”. Sede alla quale sarebbe tornato restandovi per 37 anni dopo la laurea alla Cattolica ed un triennio di servizio al Gallio e al Liceo di Vigevano. Generazioni di giovani hanno fruito dei suoi insegnamenti, sempre impartiti con impegno e scrupolo esemplari. Parsimonioso nei voti, non lo era nei giudizi complessivi finali, risultato dell’aver seguito ciascuno con l’attenzione e gli stimoli dovuti. Era attento alle potenziali inclinazioni dei suoi allievi e di molti continuò a seguire vita e carriera.

Era persona schiva e riservata, rispettosa delle altrui competenze ma ferma e determinata nelle proprie idee, consapevole della funzione della cultura classica nella costruzione razionale del pensiero. Non risulta che negli anni della contestazione giovanile abbia mutato i propri atteggiamenti, volto come era a privilegiare la dimensione morale ed umana rispetto a quella socio – politica venuta allora di moda. Mai usò del suo ruolo per affrontare discorsi di natura ideologica, politica o personale. Anche dal mondo politico della Città, inteso in senso stretto, rimase distante ma non già dalla partecipazione alla vita comunitaria intesa quale contributo alla sua crescita civile, ordinata e corretta.

Per tutta la vita fu animato da una profonda fede religiosa, maturata sin dalla giovane età nell’Azione cattolica e nella Fuci, accompagnata dalla quotidiana partecipazione alla messa. V’è tuttavia anche un altro filone da indagare poiché con Paolo Maggi, dalla metà del secolo scorso, si è identificata l’archeologia comasca. Suo grande amico fu Ferrante Rittatore Vonwiller, archeologo di grande cultura preistorica, uomo vulcanico e anticonformista che, pur tanto diverso da Maggi, ebbe con lui un legame sincero e profondo. A Como Rittatore giunse allorché Maggi, nel 1955, rientrando da Milano in treno, notò dal finestrino, nella zona dalla Ca’morta, lastroni di pietra di una cava che gli ricordavano antiche strutture sepolcrali.

Iniziò per Maggi la lunga stagione di scavi della necropoli che, con l’indirizzo di Rittatore, diresse per decenni coinvolgendo molti dei suoi allievi alcuni dei quali, seguendo le sue orme, saranno ai vertici della Società Archeologica. Non a caso la grande targa collocata nel 2008 nei corridoi del Liceo “Volta” pone in evidenza anche un “antiquitates investigavit”, in memoria di questo suo impegno che non solo contribuì ad arricchire li museo cittadino di straordinari reperti ma promosse Como nel circuito internazionale degli studi archeologici. Non gli sfuggì, accompagnata dalle sue conoscenze delle fonti storiche, l’importanza delle scoperte che le indagini, programmate od occasionali, nella Como preromana e romana, man mano andavano rivelando.

Fu il primo ad intuire che le basi figurate estratte dalle mura divia Cinque Giornate potessero essere parte della biblioteca donata a Como da Plinio il Giovane, una delle ipotesi di destinazione del grande edificio del complesso extraurbano di Viale Varese – Via Benzi. Maggi non lasciò scritti corposi ma una miriade di note, appunti, articoli, notizie, necrologi, saggi brevi, quasi volesse sempre rifuggire dall’essenziale.

5 aprile 2017

Info Autore

Redazione Corriere di Como

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto