Il nuovo Como sceglie il basso profilo. Il budget iniziale è di un milione di euro

Basso profilo. Attenzione scrupolosa verso i costi di gestione, che dovranno essere ridotti rispetto al passato. E obiettivi da raggiungere con la giusta gradualità, a partire ovviamente dalla promozione in Lega Pro.
Il nuovo Como si è presentato ieri mattina ufficialmente in una conferenza stampa convocata a mezzogiorno nel salone della Canottieri Lario. Alle spalle del glorioso Sinigaglia, le cui tribune fronteggiano la storica sede del remo comasco.
Poche parole per ciascuno dei protagonisti e risposte non troppo evasive alle ovvie curiosità della stampa. In un clima molto meno caldo di quello che aveva caratterizzato, soltanto pochi mesi fa, l’arrivo in città di lady Puni Essien. Icona ormai sfocata nella mente e nei cuori dei tifosi, ma punto tuttora dolente della vicenda calcistica azzurra.
Dopo i saluti di prammatica del presidente della Canottieri, Leo Bernasconi, e del neo-assessore cittadino allo Sport, Marco Galli, hanno parlato in rapida successione tutti i nuovi dirigenti della squadra.
Poche le promesse. Molte le speranze. «Ripartiamo da zero – ha detto Roberto Felleca, uno dei due proprietari del Como 1907 – Vorremmo costruire un’azienda sana, senza debiti, che sappia crescere velocemente. Snelliremo la struttura, che oggi è sovradimensionata, e tenteremo di aumentare le entrate».
Un’azienda che non faccia fatica ad aprire il conto in banca. Perché, ha raccontato lo stesso Felleca, «a Miami avremmo avuto il nostro conto in pochi minuti, qui abbiamo dovuto cambiare sportello». Alla fine, un istituto di credito ha dato l’ok, ma i soci hanno dovuto versare il contante. Niente fidi, insomma. «Che noi non abbiamo nemmeno chiesto», ha puntualizzato Felleca.
Basso profilo, si diceva. Il budget iniziale è di un milione di euro. «Vogliamo che l’azienda sia sana – ha ripetuto anche il presidente Nicastro – staremo attenti ai costi e ai ricavi e tenteremo di accrescere il nostro valore anche grazie ai successi sportivi. Lavoreremo al massimo delle nostre possibilità ma soltanto i fatti diranno se lo scetticismo dei tifosi, che in questo momento è del tutto comprensibile, sarà giustificato».
E in effetti, alla presentazione di ieri mattina i tifosi erano pochi e silenziosi. Molti meno comunque di quanti avevano affollato la sala del Palace quando a Como era sbarcata la Essien. E anche tra le testate giornalistiche le assenze erano numerose.
Il passaggio dal calcio professionistico a quello dei dilettanti, evidentemente, ha un peso. Il minore entusiasmo, in verità, preoccupa la dirigenza. Che con Felleca ha chiesto un concreto gesto d’amore della città e dei tifosi. «Non vogliamo fare affari con il Como, i soldi in più li useremo per la squadra. Ci aspettiamo fiducia, a partire dalla campagna abbonamenti che partirà nei prossimi giorni. Nessuno di noi sarà stipendiato – ha aggiunto il consigliere delegato riferendosi agli amministratori – mi auguro di vedere 5mila persone sugli spalti nelle partite casalinghe».
Tra le note più interessanti, la dichiarazione del vicepresidente Roberto Renzi sul centro sportivo di Orsenigo. «La squadra si allenerà per il momento nel centro di Maslianico messo a disposizione da Niki D’Angelo – ha detto Renzi – ma cercheremo se possibile di riprendere Orsenigo. Se riuscissimo a comprarlo lo metteremo nel patrimonio della società».

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