Como – Scontro ai vertici

Calcio – Da una parte Antonio Di Bari e la famiglia Tesoro, dall’altra il vicepresidente Amilcare Rivetti, in trattativa con un gruppo di dieci imprenditori lariani
Un gruppo di imprenditori lariani a fianco di Amilcare Rivetti per acquistare tutto il Calcio Como. È questo il progetto che sta bollendo in pentola e che presto potrebbe diventare concreto.
Persone che fanno parte degli “Amici di Como”, come annunciato negli scorsi giorni, ma non solo. Dopo una lunga serie di riunioni si è giunti alla definizione di una compagine che sta preparando la sua offerta per acquisire l’intero pacchetto azionario del club, appunto con l’attuale vicepresidente

, Amilcare Rivetti.
Una situazione che nelle ultime settimane ha portato al gelo tra lo stesso Rivetti e l’attuale numero uno del club, Antonio Di Bari. Per certi versi pare di rivivere quanto accaduto anni fa, quando invece i divorzianti erano lo stesso Di Bari e l’allora presidente Enzo Angiuoni, con Rivetti che diventò l’ago della bilancia.
Ora le fazioni – se così vogliamo chiamarle – sono due. Da una parte Antonio Di Bari, appunto, che ha scelto di cedere il 16,5% delle sue azioni alla famiglia Tesoro, che da tempo si è avvicinata al club lariano, con il patron Savino sempre in tribuna agli incontri del Como – e che ha anche assunto ben precisi impegni economici – e il figlio Antonio, che nella società è responsabile dell’area tecnica e del mercato.
Un ingresso che Rivetti, ormai non è un mistero, non condivide. Chi frequenta Orsenigo dice che gli attori di questa vicenda, quando giungono al centro sportivo degli azzurri, fanno di tutto per evitarsi accuratamente.
Savino Tesoro si è detto intenzionato ad adire alle vie legali, visto che sostiene di avere in mano un preaccordo in cui Rivetti dava la sua disponibilità a cedere il suo 16,5%, al pari di Di Bari.
E quindi, a fronte di una squadra, che è partita nel migliore dei modi in campionato – attualmente occupa il secondo posto nella classifica del girone A – si registra una fase tutta da chiarire sul fronte societario. Argomenti che in altri tempi avrebbero tenuto banco, ora finiti sottotraccia per i buoni risultati degli azzurri, che hanno giustamente preso il sopravvento.
Ma si tratta di una situazione tutta da seguire, visto che non sono da escludere novità clamorose anche nelle prossime ore. Da una parte, quindi, il presidente Antonio Di Bari e la famiglia Tesoro. Dall’altra Amilcare Rivetti e il gruppo di dieci imprenditori lariani che hanno dato la loro disponibilità a entrare nella società, ma senza Di Bari e Tesoro.
E anche a mister Ernestino Ramella tocca un compito non facile, visto che nello spogliatoio ci sono due anime, quella dei giocatori portati da Tesoro sul Lario e quelli più legati a Rivetti. I risultati ottenuti dagli azzurri dimostrano che il lavoro dell’allenatore su questo fronte è stato comunque positivo e quindi, almeno sul fronte tecnico, questo stallo societario non ha influito.
E proprio dal mercato, nello specifico da Antonio Tesoro, si registrano importanti novità. Ieri, infatti, si sono aggregati al gruppo dei giocatori a Orsenigo due nuovi elementi. Uno sarà tesserato, l’altro è in prova.
A far parte della rosa azzurra entrerà il terzino destro Daniele Ghidotti, classe 1985, svincolato, che nelle ultime stagioni ha giocato nel Pergocrema. «Il suo ingaggio è sicuro, manca solo la formalizzazione», sottolinea Tesoro.
È invece in prova lo svizzero-croato Zlatko Hebib, nato nel 1990, difensore – che può giocare in tutte le posizioni della retroguardia – cresciuto nel Grasshopper di Zurigo e che vanta anche presenze nelle Nazionali giovanili rossocrociate, nell’Under 19 e nell’Under 20.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Responsabili tecnici
Antonio Tesoro, a sinistra, uomo-mercato del Como, con l’allenatore Ernestino Ramella

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