Reportage

Como, sempre meno negozi anche in via Mentana. Gli esercenti: il mercato “straniero” non aiuta

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Sono almeno sette le attività che hanno chiuso i battenti nell’ultimo periodo
Dopo il nostro reportage di ieri, che documentava l’irreversibile e inarrestabile “moria” di negozi in via Alessandro Manzoni a Como, la nostra attenzione si è spostata in un altro luogo del capoluogo lariano contagiato da un identico problema. Sebbene la situazione non presenti la stessa gravità, va detto che anche in via Mentana, strada a ridosso delle mura e molto frequentata per via del mercato coperto, i commercianti non stanno vivendo un momento esattamente idilliaco.

Le attività tuttora aperte, in questa zona, sono oltre una ventina, mentre quelle chiuse per cessata attività o per trasferimento sono ben sette.
Numeri certamente preoccupanti, che dimostrano come il fenomeno, anno dopo anno, si stia allargando a macchia d’olio anche in spazi del capoluogo lariano da sempre punto di riferimento per il settore del commercio al dettaglio, e come tali riconosciuti dalla cittadinanza.
In via Mentana è infatti presente – come detto – uno degli ingressi principali dello storico mercato coperto, area che, nonostante la ristrutturazione in atto – i lavori negli spazi una volta dedicati ai grossisti dovrebbero terminare entro fine anno – rimane ancora oggi, con i suoi molti esercenti in attività, un luogo che continua ad attirare ogni giorno nella via centinaia di comaschi.
Un altro punto vendita molto frequentato nel viale, e quindi capace da solo di attrarre molti consumatori, è quello di una nota catena di supermercati specializzati nella vendita di carni.
Se poi consideriamo che via Mentana è uno dei canali principali di accesso alle bancarelle del mercato scoperto, disposte in gran numero per tre giorni alla settimana lungo le mura antiche di Como, potremmo dire che le condizioni base siano più che mai favorevoli. Invece, almeno da quanto emerso ieri, sembra che uno dei problemi principali per i commercianti, oltre alla crisi, sia proprio il mercato.
Attenzione, però: non per questioni legate alla concorrenza. Almeno fino alla prima metà degli anni ’90, i gestori delle bancarelle di via Cesare Battisti erano tutti italiani e attiravano clienti comaschi in questa zona da tutta la provincia. Da qualche anno la situazione non è più la stessa e i clienti, così come molti gestori delle tante bancarelle, sono per la maggior parte stranieri, che difficilmente poi frequentano anche i negozi di via Mentana.
Insomma, una realtà che fotografa decisamente meglio di altre una città che sta radicalmente cambiando le sue abitudini.
Ma ci si rimbocca le maniche e si resiste. Lo fanno soprattutto i negozi storici, quelli frequentati da una clientela affezionata che per fortuna non ha ancora rinunciato alle proprie abitudini quotidiane anche in questa zona.
Tra l’altro, come è stato segnalato da alcuni residenti, via Mentana da almeno un paio di lustri si è specializzata nel settore dedicato alla cura della persona, ovvero parrucchieri ed estetisti, i quali infatti risultano qui presenti con un buon numero di esercizi.
Sul futuro, nessuno vuole però esprimersi. Le incertezze sono molte e la situazione economica, con tutto il suo enorme peso, resta un’incognita tuttora irrisolta. Se i dati comaschi – così come affermava ieri Gisella Introzzi, assessore al Commercio di Palazzo Cernezzi – non sono più preoccupanti rispetto a quelli delle altre città lombarde, resta soltanto da capire quando la curva negativa invertirà il suo percorso e nuove luci torneranno ad accendersi nelle vetrine di Como.

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Anche in via Mentana, a causa di una crisi che non risparmia il settore delle vendite al dettaglio, non mancano i cartelli «Affittasi» sulle vetrine di negozi attivi fino a poco tempo fa (fotoservizio Fkd)
11 Maggio 2014

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