Como senza palloni

Calcio – Mentre prosegue la diatriba a livello societario, la squadra “convoca” i dirigenti per chiedere di essere seguita. Mancano gli stipendi e le difficoltà crescono
L’attenzione all’attualità, prima che a grandi scenari e a prospettive future. È quella che chiedono i giocatori del Como ai dirigenti, che per oggi sono stati “convocati” al centro sportivo di Orsenigo. E in occasione dell’allenamento pomeridiano – non si sa se prima o dopo – Antonio Di Bari e Amilcare Rivetti dovrebbero parlare alla squadra.
Il gruppo sicuramente vuole sapere come si sta evolvendo la situazione a livello societario, ma gradirebbe risposte a domande più spicciole. C’è la preoccupazione per gli stipendi dell’attuale stagione che non sono

 ancora arrivati. Il termine, è vero, è il 15 novembre e anche lo scorso anno il pagamento fu all’ultimo momento. Cosa che avviene in molti club.
Ma è logico che, soprattutto chi ha stipendi bassi, deve arrabbattarsi con gli affitti da pagare e con ristoratori che magari cominciano a mugugnare.
E la situazione di stallo si riflette anche sul lavoro a Orsenigo: all’inizio della stagione i palloni per gli allenamenti erano 40; adesso sono 12. E mister Ernestino Ramella anche su questo si deve basare prima di decidere che esercizi fare svolgere, calcolando che la sua rosa è composta da 27 atleti.
Su questo dovrebbe convergere il faccia a faccia tra Di Bari, Rivetti e la squadra, anche se poi è facile che il discorso converga sugli scenari futuri e sulle evoluzione delle trattative in vista dell’assemblea dei soci del prossimo 5 novembre.
Una riunione in cui, oltre ad approvare il bilancio del club, dovrà essere rieletto l’amministratore unico del club. Ruolo che potrebbe essere assunto da Amilcare Rivetti, con l’eventuale accordo con il socio di minoranza Nini Binda e, a fianco, il gruppo di imprenditori comaschi che negli ultimi tempi ha trattato il suo ingresso nel club.
Chi ha seguito la trattativa parla di «intesa raggiunta» anche se di fatto un preliminare, ad ora, non sarebbe stato ancora firmato. La sottoscrizione di questo atto dovrebbe essere però vicina (i più ottimisti dicono anche nella giornata di oggi).
C’è forse ancora qualcosa da smussare o da rivedere prima che si giunga a sottoscrivere l’accordo definitivo che è, a grandi linee, quello che è stato annunciato in questi giorni, ossia con l’attuale vicepresidente che diventerebbe numero uno del club e del cda e che terrebbe una quota del 20%. La cordata – composta da una quindicina di imprenditori – si dividerebbe il rimanente 80%.
Non si sa, però, se di questo Amilcare Rivetti parlerà ai giocatori, anche perché nel patto tra le parti uno dei punti cardine è la consegna del silenzio. Tutti gli attori si sono impegnati a stare zitti. Vale nei confronti della stampa, ma anche verso gli altri, calciatori compresi.
Atleti che con mister Ernestino Ramella stanno preparando la gara di domenica prossima allo stadio Sinigaglia contro la Tritium (che sarà arbitrata da Mirko Mangialardi di Pistoia). Tutti sono a disposizione del tecnico, a parte Marc Lewandowski, che è stato squalificato per due turni dopo l’espulsione rimediata domenica con il Viareggio.
Perché, in mezzo a tante questioni “calde” sul fronte societario, non va mai dimenticato che gli azzurri stanno disputando un campionato eccellente e ora sono attesi dal match con una delle rivelazioni dell’attuale torneo, tra l’altro tosta avversaria del periodo in cui il Como militava in serie D.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Paradossi
Alla squadra  sono rimasti solo 12 palloni per gli allenamenti. Ma, seppure con una serie di difficoltà, i lariani stanno andando bene e disputando un torneo di vertice. La squadra è terza in classifica e reduce da due successi con Benevento (nella foto Ripa esulta) e con Viareggio

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