Como, serie C oppure D. È il giorno del giudizio al Tar del Lazio
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Como, serie C oppure D. È il giorno del giudizio al Tar del Lazio

Serie C o D, oggi (o al più tardi domani) il Como e suoi tifosi avranno la risposta definitiva dopo una estate di sofferenza e tira e molla. L’ultimo appello della società lariana per il ripescaggio, dopo la bocciatura del Collegio di garanzia del Coni, è con il Tar del Lario.
L’udienza è fissata per le ore 12. La sentenza è attesa in serata, forse anche domani mattina.
Dal club non trapelano né ottimismo, né pessimismo, visti i travagli di questi ultimi mesi.
«Noi, ovviamente, riteniamo di essere dalla parte della ragione – spiega Enrico Garau, amministratore delegato in pectore – Mi sento di affermare che il Como abbia tutti i requisiti per essere ammesso al prossimo campionato di serie C. Abbiamo passato l’estate a lavorare su questo ricorso, sacrificando tempo e risorse».
«La serie C per un club con la tradizione e la tifoseria del Como è un atto dovuto – aggiunge Garau – anche alla luce del fatto che su vicende che riguardano fideiussioni, ad altri club di C, come è noto, sono state concesse deroghe. Noi, di fatto, con un bonifico, avevamo sanato la mancanza di una fideiussione, da ottenere con tempi più lunghi, visto che tra i soci c’è Massimo Nicastro, che è americano».
Certo è che la situazione che si è creata ha portato ad una spaccatura fra la tifoseria azzurra e la dirigenza, con una campagna abbonamenti di fatto boicottata e tante polemiche e faccia a faccia certo non cordiali anche sui “social”. Gli stessi esponenti della società si sono detti favorevoli a incontrare i sostenitori, venendo incontro a una proposta lanciata dal gruppo “Pesi massimi”.
Ma la svolta di tutto è la decisione del Tar. O serie C, oppure D, con la prima trasferta in programma già domenica prossima a Sant’Ambrogio di Valpolicella, in provincia di Verona, sul campo dell’Ambrosiana. Poi nel secondo turno al Sinigaglia, nel caso, sono attesi i bergamaschi dello Scanzorosciate. I lariani sono stati inseriti in un girone che comprende squadre lombarde e tre venete.
Una situazione di stallo che ha portato i dirigenti a decidere di non schierare la squadra nella partita di Coppa Italia di serie D che era in calendario per domenica scorsa a Pavia contro i biancoazzurri locali.
Ieri è arrivata la sentenza, tutto sommato soft: al di là della sconfitta a tavolino e passaggio del turno per il Pavia, al Como è stata inflitta una multa di 1.000 euro, una sanzione nel complesso bassa.

13 settembre 2018

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Massimo Moscardi

mmoscardi mmoscardi@corrierecomo.it


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