Cronaca

Como Servizi Urbani, tuona il presidente: «Palazzo Cernezzi decida il nostro futuro»

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La società che gestisce parcheggi e grandi eventi
Montini: «A fine anno scadono le concessioni ma nessuna scelta è stata fatta»

«Il comune deve sbrigarsi». Destino a orologeria per la Como Servizi Urbani. Sono 56 i giorni di tempo per stabilire cosa sarà della Spa i cui vertici, oggi, denunciano latitanza decisionale da parte dell’amministrazione. Tutte le concessioni di Csu scadranno, infatti, il prossimo 31 dicembre a eccezione della gestione del Porto Marina 2 e delle Lampade Votive. Gli indirizzi europei circa le controllate comunali sono chiarissimi, bisogna andare verso la privatizzazione. Ma, a oggi, lamenta il presidente di Csu, Mariano Montini, «nessuna scelta è stata fatta». La società gestisce, tra l’altro, parcheggi, autosili, impianti sportivi, grandi

eventi e porti. Mentre le farmacie vanno verso la privatizzazione.
TRE OPZIONI, DUE MESI DI TEMPO
«Serve un provvedimento di giunta che chiarisca immediatamente cosa accadrà», dice il numero uno di via Giulini. Tre le possibilità. «La prima è la messa in liquidazione – spiega – ma la escluderei perché, tra l’altro, Csu dà lavoro a 60 persone». La seconda opzione prevede «di scrivere una lettera al garante della concorrenza – dice Montini – spiegando come sia conveniente la gestione in house dei servizi oggi affidati a Csu». «Scarterei anche questa ipotesi», precisa però il presidente. Un’opzione non praticabile per ragioni aziendali: «Trasformare Csu in un ufficio del Comune significa sottoporla ai vincoli della pubblica amministrazione». Scelta che, tradotta, significherebbe imporre alla Società i lacci del patto di stabilità, «legandole le mani e negando ogni possibilità di investimento veloce, di realizzazione immediata di ogni progetto». La terza opzione, caldeggiata da Montini, prevede un «parternariato pubblico-privato» che nei fatti si traduce nell’individuazione tramite «gara di evidenza pubblica di socio d’opera privato da mettere in società con il comune». Il privato potrebbe acquisire un pezzo della Società anche in quota maggioritaria.
TEMPI STRETTISSIMI
«Io sono presidente di Csu da sette anni – dice Montini – e da cinque dico a tutti gli amministratori che gli sviluppi legislativi e gli indirizzi europei ci obbligano a decidere. Oggi i tempi sono strettissimi. Non rischiamo la chiusura ma se l’amministrazione si limitasse a prolungare i contratti ci ritroveremmo nella seconda opzione di cui dicevo prima». Il presidente è «molto preoccupato per la struttura e per le persone che ci lavorano, non è un fatto personale – precisa – Lo sanno tutti, io sono un pensionato che lavora per passione».
BILANCIO, ENNESIMO MIRACOLO
Csu è una Società di Capitale il cui titolare di maggioranza è il Comune di Como che detiene il 75% e con un socio di minoranza, la Società Pubblica Trasporti spa, titolare del 12,5%. Ogni anno Palazzo Cernezzi incassa, grazie alle diverse concessioni, circa 2 milioni e 200mila euro, quindi «è nell’interesse dell’amministrazione chiudere immediatamente questa partita», sottolinea Montini. «Anche per il 2013 il nostro bilancio – evidenzia – va verso un sostanziale pareggio, nonostante tutte le difficoltà». E per difficoltà si intendono i buchi noti a tutti: «Meno 218mila euro dalla Grande Mostra, il “tradizionale” passivo dell’autosilo Valmulni (80-90mila euro), oltre a Merci in Centro che segna una perdita di 110mila euro. Bisogna scegliere – conclude il presidente – nonostante tutto noi chiudiamo sempre in leggero utile o pareggio».

Davide Cantoni

Nella foto:
Anche i proventi dell’attracco delle barche vengono gestiti dalla Como Servizi Urbani
5 Novembre 2013

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