Cronaca

Como, sorpresa dalla legge Del Rio. Sul nuovo assessore l’incognita quote rosa

altGli scenari della politica
Intanto Stefano Legnani (Pd) va verso la presidenza del consiglio
E, all’improvviso, dalla recente legge Del Rio – approvata in via definitiva alla Camera il 3 aprile scorso – spunta un potenziale vincolo tutt’altro che secondario per la scelta del nuovo assessore al Bilancio di Palazzo Cernezzi. Il caso, peraltro, è già in fase di studio in Comune poiché, come è facile intuire, un’indicazione in sé tecnica rischia ora di avere anche forti conseguenze politiche.
La premessa d’obbligo, però, prima di entrare nei dettagli, è una su tutte ed è la

stessa che, in municipio, conferma chiunque: la confusione, rispetto ai possibili riflessi della nuova legge, regna sostanzialmente sovrana.
Il provvedimento, come noto, è quello passato alla storia come il “taglia-province”, ma oltre al provvedimento che cambia la struttura e le funzioni degli enti territoriali, all’interno sono contenute numerosissime prescrizioni per la composizione di consigli e giunte comunali. Una delle novità-cardine, in questo senso, è quella relativa al rispetto delle cosiddette quote rosa negli organi esecutivi. Naturalmente, ogni indicazione in proposito va ritenuta vincolante per tutte le amministrazioni che andranno al rinnovo dalle prossime scadenze elettorali in poi. Ma qualche incognita – come dimostra in queste ore il caso Como – riguarda anche gli organismi già in essere. In particolare, gli uffici di Palazzo Cernezzi e lo stesso sindaco, Mario Lucini, stanno approfondendo l’impatto della norma che introduce il rispetto della soglia del 40% per la rappresentanza di entrambi i generi nelle giunte. Come si ricorderà, infatti, l’esecutivo formato nel 2012 da Lucini era addirittura in perfetta parità (4 assessori uomini e 4 assessori donne). Ma dalla fine del 2013, con le dimissioni di Giulia Pusterla, il rapporto si è sbilanciato verso gli uomini per 4 a 3.
Il punto è che in queste settimane le cronache hanno riferito più volte delle molte tensioni politiche in Comune legate alla mancata nomina da parte del sindaco di uno o di una sostituta in giunta della Pusterla. E qui si inserisce la legge Del Rio, perché se è vero che il provvedimento non ha formalmente effetti retroattivi, resta il dubbio di dover comunque rispettare i nuovi dettami (quindi la soglia minima del 40% per ogni genere) in caso di nuove nomine. E, se così fosse, la scelta per il primo cittadino di Como sarebbe obbligata: il nuovo assessore al Bilancio dovrebbe essere necessariamente donna (altrimenti, escludendo il sindaco stesso, nell’esecutivo si troverebbero 5 uomini e 3 donne).
«Stiamo valutando la questione – conferma Lucini – Effettivamente potrebbe essere così, non è un’ipotesi campata per aria. Sono in corso gli approfondimenti tecnici, poi valuteremo come agire».
Intanto, sempre sul fronte politico, dopo una riunione dei gruppi, la maggioranza ha designato l’attuale capogruppo del Pd, Stefano Legnani, come candidato unico per l’elezione del nuovo presidente del consiglio comunale prevista per lunedì prossimo.

E.C.

Nella foto:
La giunta comunale poco dopo la nomina degli assessori da parte del sindaco, nel 2012. Nel novembre scorso si è dimessa Giulia Pusterla (seconda da destra)
16 Mag 2014

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