Como sull'orlo del baratro

Calcio – Giocatori nel mirino dopo la doppia sconfitta contro Monza e Pavia. E qualche tifoso chiede: «Niente maglia azzurra nelle prossime partite»
«A caduta libera, in cerca di uno schianto». La frase è presa dalla canzone “Tutti i miei sbagli”, del gruppo dei Subsonica. Ma, purtroppo, ben si adegua al momento di un Como che una settimana fa era con il morale alle stelle, dopo il pari con il recupero contro il Taranto, e praticamente certo della salvezza e che ora si ritrova a un punto dai playout con il morale sotto i tacchi.
Una caduta libera che ha quasi dell’incredibile, che si è concretizzata con i due stop consecutivi. L’ultimo
mercoledì a Pavia. Ma il più grave è stato quello di domenica scorsa contro il Monza, in una giornata in cui la salvezza poteva arrivare con il conforto della matematica.
Invece la vittoria al Sinigaglia ha rilanciato proprio i biancorossi brianzoli, che ora premono a un punto di distanza dagli azzurri. «Questa squadra non ha la mentalità per lottare per la salvezza» sono state le parole secche di mister Ernestino Ramella al termine della partita di Pavia.
E i primi a finire nel mirino in questa situazione sono i giocatori. Lo ha fatto capire la società, proclamando il silenzio stampa, e basta leggere qualche forum dove scrivono i tifosi per capire che in questo momento la stima per chi veste la maglia del Como è sotto i livelli di guardia. E c’è anche chi propone che nelle ultime uscite di questa stagione – al termine mancano due giornate – non venga utilizzata la maglia azzurra, per rispetto di chi in passato l’ha indossata rispettandola e con la voglia di onorarla. Perché l’impressione generalizzata è che chi la porta in questo momento non abbia lo stesso atteggiamento.
Ed è anche per questo motivo che la proprietà ha ufficialmente proclamato il silenzio stampa fino al termine della stagione. La frase fatta è la solita, quella che giustifica la scelta per avere “concentrazione sulle vicende sportive”, come recita il comunicato del club.
Ma in realtà la nuova dirigenza è molto scontenta rispetto alle ultime prestazioni offerte dai giocatori, che a parole dicono di volere onorare la maglia, si dicono legatissimi al Como, ma che poi offrono prestazioni deprimenti come le più recenti contro Monza e Pavia. Meglio fare stare zitti tutti, insomma, piuttosto che sentire proclami che poi, al momento di scendere in campo, non trovano conferma.
La squadra ieri ha ripreso il lavoro in vista della trasferta di domenica prossima a Lumezzane, contro una formazione che in teoria non ha più nulla da chiedere al campionato, anche se nessuno vuole pensare a questo, anche perché il Como delle ultime due partite non fa presagire nulla di buono, anche se, da qui alla fine, si troverà di fronte due formazioni che hanno raggiunto la loro missione.
Il Lumezzane ha ormai raggiunto la salvezza mentre la Ternana, che nell’ultima giornata arriverà al Sinigaglia, è già matematicamente promossa in serie B.
Per la sfida in terra bresciana non ci sono squalifiche: ci sono però problemi fisici che riguardano Andrea Ardito, alle prese con uno stiramento, e Francesco Ripa, che ha un dolore a una gamba. In queste ore si valuteranno le loro condizioni, anche se, in questo momento, appare difficile che Ardito possa essere disponibile nelle ultime due uscite della stagione.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Una fase della sfida d’andata fra Como e Lumezzane: domenica il ritorno in terra bresciana

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