Como, stasera un consiglio comunale che si annuncia bollente. Le minoranze: «Sindaco non all’altezza»
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Como, stasera un consiglio comunale che si annuncia bollente. Le minoranze: «Sindaco non all’altezza»

Giunta Landriscina in bilico, le minoranze alla finestra osservano il grande caos che agita Palazzo Cernezzi. E lo stupore aumenta ora dopo ora. La decisione di Forza Italia di lasciare la squadra di governo della città, in attesa della formalizzazione dell’addio da parte degli assessori forzisti  scatena dure prese di posizione. «A Palazzo Cernezzi manca una leadership: è questo il vero problema. E anche chi dovrebbe averla, ovvero il sindaco Landriscina, è ostaggio della Lega», dichiarano Stefano Fanetti e Tommaso Legnani, capogruppo in consiglio comunale e segretario cittadino del Pd. «È evidente ormai che non c’è più una maggioranza, ma un circo: gente che va e viene, partiti che ritirano gli assessori ma appoggiano lo stesso l’esecutivo, gruppi che votano con la minoranza su alcuni temi fondamentali eppure sono in maggioranza. Se non è uno spettacolo questo», aggiunge Legnani.
«L’aspetto triste è che sono spaccati per lotte di potere, tutte interne ai loro equilibri, non su temi politici e scelte di percorso, comprensibili al cittadino medio – fa eco Fanetti – Insomma, è più importante la poltrona che il resto. Da tempo si notava che il sindaco, pur avendo sempre sostenuto il contrario, non era un uomo libero, ma succube dei partiti e della Lega in particolare. Una situazione blindata che ha impedito alla giunta di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale». Una realtà decisamente confusa che si avvia, questa  sera, a una seduta di consiglio comunale decisamente insolita. Una riunione alla quale con ogni probabilità si dovrebbe arrivare con la formalizzazione dell’uscita di Forza Italia dalla giunta. Oppure no, andando però in scena con una realtà paradossale. «È assolutamente evidente la mancanza di coesione, così come altrettanto evidente è il “clima balcanizzato” della stessa: ognuno per sé. Il casus belli della “Commissione sicurezza” è soltanto l’ultimo episodio ad aver evidenziato come all’interno dell’esecutivo sia in corso una guerra, contesto in cui il sindaco appare incapace di dettare una linea politico/amministrativa e mantenere le redini della sua squadra – commentano da Svolta Civica – Purtroppo, il risultato di tutto ciò è una città immobile, incapace di guardare al futuro, ma anche di affrontare seriamente i piccoli problemi della quotidianità. A poco più di un anno dalle scorse elezioni, siamo in un clima di evidente incoerenza con le promesse elettorali, con i partiti che sostenevano la coalizione intenti unicamente a farsi la guerra».
E in mezzo a questa situazione, a tratti sempre più paradossale, c’è anche chi evoca le elezioni come possibile o forse unica via d’uscita. «Siamo davanti all’ennesima dimostrazione dell’assoluta mancanza di coesione all’interno della squadra Landriscina – interviene il consigliere Alessandro Rapinese – Sarebbe per loro decisamente più decoroso andare a votare e presto. Chiarirsi le idee, presentare una squadra vera e, in concomitanza con le prossime elezioni europee, affidarsi subito alle urne. Certo non credo possa essere una strada per loro molto percorribile, ma almeno eviterebbero queste figuracce così ricorrenti. Così facendo infatti non fanno altro che dimostrare come siano in atto solo delle lotte interne. Il tutto mentre la città di Como dovrebbe invece risolvere molti problemi seri. Così facendo non si va da nessuna parte anzi si perde tempo prezioso». L’ultimo a intervenire, rivendicando le diversità del proprio gruppo politico di appartenenza rispetto ai partiti “tradizionali”, è il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle, Fabio Aleotti che commenta quanto sta accadendo con stupore.
«Forse alcuni meccanismi li capisco poco, magari è una mia lacuna, ma nel M5S siamo abituati a non essere indottrinati. Non essendo un partito politico tutte queste “manovrine” ci appaiono del tutto incomprensibili. Siamo per il fare e a Como di cose da fare ce ne sono veramente tante. È comunque fin troppo chiaro che quanto sta accadendo mette in luce la presenza di gravi problemi all’interno della maggioranza», dice Fabio Aleotti.

12 Novembre 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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