Como studia il destino della natura e indaga i misteri del Sole

Alessandro Cecchi Paone

Prosegue la settima edizione del Festival della Luce Lake Como, promosso dalla Fondazione Alessandro Volta, che si svolgerà fino al 20 giugno in modalità online (ne sono media partner anche “Corriere di Como” ed Espansione Tv).
Il tema attorno al quale ruotano interventi e dibattiti è quest’anno il Sole, la nostra stella, raccontata da vari punti di vista, dall’astrofisica all’ecologia. I contributi sono online sui canali social della fondazione comasca intitolata all’inventore della pila ogni giorno alle 18.30.

Domani parlerà sul tema “Climate Change e biodiversità” Lorenzo Ciccarese dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (Ispra).
«Per affrontare i cambiamenti climatici – spiega – disponiamo di due categorie di misure: mitigazione e adattamento. La prima include misure finalizzate a ridurre la concentrazione in atmosfera dei gas-serra e il conseguente riscaldamento globale; la seconda comprende misure per ridurre la vulnerabilità (ma anche a sfruttare eventuali vantaggi) delle persone, dei sistemi naturali e antropici di fronte al climate change e ai suoi effetti. Per la mitigazione, oltre che allo sviluppo di fonti rinnovabili di energia in sostituzione di quelle non rinnovabili (in primis carbonio, petrolio e gas) che liberano in atmosfera CO2 e altri gas-serra e all’applicazione di tecniche di geo-ingegneria per la rimozione di gas-serra dall’atmosfera (al momento ancora in fase di sperimentazione e sviluppo), esiste un metodo “naturale” di rimozione della CO2 dall’atmosfera. Si basa sulla capacità da parte della piante e di altri di organismi provvisti di clorofilla, di utilizzare l’energia radiante per fissare l’anidride carbonica (CO2) rimossa dall’atmosfera in composti organici e “sequestrarla”, per tempi che vanno da pochi mesi a diversi secoli, nelle piante, nella lettiera e nel suolo».
Gli interventi sugli ecosistemi che contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici vanno sotto il nome di “Nature Climate Solutions” e secondo l’esperto si riuscirebbero a “sequestrare” fino a 24 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno su scala globale. «Di questo potenziale massimo di mitigazione, almeno 11 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno (poco meno della metà del potenziale massimo) possono essere “sequestrate” con interventi nature-based, con costi di mitigazione più contenuti rispetto a quelli di mitigazione degli interventi convenzionali (risparmio energetico, sviluppo di fonti rinnovabili, ecc.)».
Creare nuove foreste, tutelare le aree verdi esistenti da ogni agente che “mangia” il suolo, incentivare l’agricoltura biologica sono tutte azioni che vanno in questa direzione. «Il documento delle Nazioni Unite Trasformare il nostro mondo: 2030 Agenda per lo sviluppo sostenibile – ricorda l’esperto dell’Ispra – riconosce e ribadisce l’urgente necessità di ridurre il rischio di catastrofi attraverso un approccio che valorizzi gli ecosistemi». Dato che «l’esperienza di catastrofi come lo tsunami nell’Oceano Indiano occidentale nel 2004 e il terremoto del Giappone orientale e lo tsunami del 2011 dimostrano che le aree protette, quando efficacemente gestite, contribuiscono a ridurre i rischi derivanti dai pericoli naturali. In Italia possiamo contare su un solido know-how, soprattutto nel campo delle scienze forestali, e su una serie innumerevole di interventi di restauro di ecosistemi». Si calcola che gli interventi di “Nature Climate Solutions” per l’Italia possano riguardare circa 8 milioni di ettari

Il 17 giugno il festival darà poi la parola a Marco Romoli, docente e ricercatore del dipartimento di Fisica e di Astronomia all’Università di Firenze che parlerà sul tema La sonda “Solar Orbiter” e il telescopio Metis.
«Il Sole è una stella – ricorda – ma anche il corpo celeste che ha reso possibile la vita sulla Terra. Con una straordinaria stabilità la sua luce ha guidato il percorso evolutivo della vita e mantiene con alti e bassi le condizioni climatiche per garantirlo ancora per qualche miliardo di anni».
«Allo stesso tempo – dice il professor Romoli – esso emette una radiazione sotto forma di particelle che permea tutto il sistema solare ed è causa delle spettacolari aurore boreali, ma anche di eventi che possono mettere fuori uso la nostra tecnologia. Recentemente sono state lanciate due sonde interplanetarie per lo studio del Sole. La prima si chiama Parker Solar Probe e nel corso della missione arriverà a sfiorare il Sole per misurare le proprietà del gas che lo circonda. La seconda, Solar Orbiter, sarà la prima sonda a osservare i poli solari».
Ecco quindi che nuove possibilità sono all’orizzonte per lo studio della nostra stella. «Queste due sonde con i loro strumenti scientifici, aiuteranno a comprendere meglio il comportamento del Sole e come questo influenza il pianeta Terra».

Il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, alle ore 21, il festival culminerà con la trasmissione speciale in onda su Espansione Tv “Festival della Luce 2020 – Streaming edition” con alcuni celebri scienziati, professori universitari e noti divulgatori scientifici. Tra gli ospiti in studio ci saranno il meteorologo e climatologo Andrea Giuliacci e il divulgatore scientifico e conduttore Alessandro Cecchi Paone. Collegati on line ci regaleranno la loro testimonianza il Premio Nobel Michel Mayor e il fotografo dei più maestosi ghiacciai del mondo Fabiano Ventura.

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