Como verso l’Expo con i conti del turismo in rosso

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Lo studio sulle presenze
Negativo il bilancio 2013 del sistema. Tiene solo il lago, crollano affari e montagna

L’Expo 2015 sarà anche una grande opportunità per il turismo di Como e del suo territorio, come ha detto Josep Ejarque, direttore generale della società Explora, il braccio operativo dell’esposizione universale, ma con questi numeri dell’incoming c’è poco da stare sereni. È passato infatti un po’ sotto silenzio lo studio del Sistema turistico Lago di Como presentato alla recente Bit (Borsa internazionale del Turismo).
L’anno 2013 per le intere province di Como e Lecco è stato di

crisi, se non di “profondo rosso”.
E buon per tutti che il prodotto Lago di Como continua a tenere, con un leggero aumento degli arrivi (persone) e la tenuta di presenze (giorni di soggiorno) e di permanenza media, perché il turismo cosiddetto di affari e quello legato alla montagna hanno fatto segnare un calo drammatico.
Chi viene nel Nord della Lombardia cerca insomma leisure e relax, i panorami indimenticabili del Lario, ma se deve cercare un soggiorno più attivo tra sport ed escursioni punta probabilmente altrove. Lo stesso si può dire per il business, con convegni, congressi, incentive e fiere locali non più in grado di fare da attrattori.
Anche sul “prodotto Lago di Como”, un marchio che continua ad essere in cima ai desideri di viaggiatori di tutto il mondo, non troviamo solo sorrisi. Se negli alberghi vi è stata una crescita media del 4% rispetto al 2012 tra arrivi di turisti italiani e di stranieri, le attività extra-alberghiere che comprendono affittacamere, campeggi, residence, bed and breakfast e ostelli sono calate del 6,1% per gli arrivi di italiani e dell’1,5% per gli stranieri. E il numero di stranieri è crollato dell’8,5% per i giorni di presenza nelle attività extra-alberghiere. I campeggi hanno sicuramente risentito del meteo dell’estate 2013 penalizzante per chi sceglie una vacanza all’aria aperta.
Nonostante il più volte annunciato sviluppo dell’attività congressuale di Villa Erba e di altri poli espositivi o aggregatori di aziende, il turismo d’affari, ossia il prodotto direttamente in gioco per l’Expo 2015, non sembra funzionare nel Sistema turistico Lago di Como. Rispetto al 2012 gli alberghi hanno ridotto di quasi il 13% gli arrivi degli italiani e del 12,3% le presenze. In rosso anche i dati riferiti agli stranieri con -5,5% di arrivi e -9,8% di giorni trascorsi. Lo studio evidenzia però come abbiano tenuto le strutture extra-alberghiere grazie agli investimenti nella cosiddetta componente svago in Brianza.
Il turismo d’affari ha penalizzato tutte le strutture ricettive tranne gli agriturismo e i bed and breakfast, una rete di oltre 300 aziende a gestione familiare che ha fatto segnare quasi il 13% in più sul 2013 rispetto al 2012 in materia di arrivi e il 5% in più sul tasso di occupazione delle camere. I quattro stelle segnano invece il passo -12,9%, i tre stelle -7,2%, i due stelle -10,9% e i campeggi -13,6%.
Anche il turismo generato dai capoluoghi Como e Lecco non parla in positivo. Rispetto al 2012, l’anno scorso ha segnato quasi il 5% in meno per gli arrivi di italiani negli alberghi e -15% per le presenze in campeggi e affittacamere. Per quanto riguarda le categorie alberghiere, a Como tengono i quattro stelle mentre perdono quasi il 10% di clienti i due stelle. Segno questo di un turismo sempre più di fascia medio-alta.

Paolo Annoni

Nella foto:
I turisti sul Lago di Como non sembrano apprezzare particolarmente la formula del residence

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