Comodepur, l’aria è ancora irrespirabile
Cronaca

Comodepur, l’aria è ancora irrespirabile

Il comitato: «L’attenzione sul problema è calata nel tempo»

Anno nuovo, problema vecchio. Il clima di questi giorni, con gli sbalzi di temperatura e di pressione, ha riproposto l’annosa questione dei miasmi che si elevano dalle vasche di laminazione di Comodepur. Il problema è stato segnalato anche ieri in redazione e confermato da chi in questi anni si è battuto in prima persona per mitigare il problema, facendosi promotore del “Comitato Puzzadepur”, l’imprenditore Gianluca Roncoroni.

La Comodepur di viale Innocenzo © A.Nassa – La Comodepur di viale Innocenzo

«Diciamo che il problema non si è mai risolto – spiega Roncoroni – Poi ci sono momenti più fortunati in cui, per congiunzioni astrali favorevoli, si sentono meno odori, o paiono quasi assenti. In questi giorni evidentemente gli astri non sono stati d’aiuto».
«Quello che è certo – prosegue il residente e ultimo portavoce del Comitato Puzzadepur – è che da parte del gestore c’è stata una attenzione al problema che potremmo dire calante».
Il comitato in passato aveva ottenuto dalla società di gestione alcuni correttivi per limitare i disagi.
«Purtroppo anche l’impegno nei periodi dell’anno più caldi a prelevare i liquami la mattina presto, in modo che gli inevitabili miasmi fossero di minor fastidio, è venuto meno. Spiegarono che sarebbe servito un particolare permesso. Onestamente non so davvero più cosa dire», conclude Roncoroni.
Anche la nuova amministrazione comunale si è trovata la questione sul tavolo proprio in queste ore.
«Da luglio non avevamo ricevuto particolari lamentele», spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Como, Simona Rossotti, contattata ieri al telefono.
La titolare della delega all’Ambiente ha subito disposto un sopralluogo dei tecnici. La prossima settimana si recherà di persona per valutare eventuali possibili correttivi da apportare.
«Giovedì sarò in viale Innocenzo per verificare la situazione», spiega l’assessore.
Soluzioni tampone, però, visto che per trasferire l’impianto fuori dal centro servirebbe un investimento di alcuni milioni di euro.
Dell’opera tanto attesa al momento non vi è traccia nel piano proposto dalla giunta del Comune di Como. In passato si parlò anche di un trasferimento in caverna, sotto il Baradello, come la centrale di potabilizzazione.
Portare la Comodepur fuori dalla convalle, invece, come di recente aveva spiegato il presidente della società, l’avvocato Alberto Grandi, vorrebbe dire “pompare” le acque scure verso l’impianto, con costi alti, che dovrebbero ricadere totalmente sulla tariffa di depurazione.
Una questione che non potrebbe affrontare la sola Comodepur, ma al limite Como Acqua, la società pubblica che da tre anni è l’unico gestore del sevizio idrico, fognature e depurazione in provincia di Como ed è al centro, come è noto, di un lungo percorso di fusione tra tutte le realtà comunali.
Tempi lunghi, quindi, per cancellare il problema.

6 gennaio 2018

Info Autore

Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
novembre: 2018
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto