«Comodepur, troppo costoso spostare i fanghi dalla città»
Ambiente, Città, Territorio

«Comodepur, troppo costoso spostare i fanghi dalla città»

Il comitato “Puzzadepur” da anni si batte per far eliminare i cattivi odori provenienti dall’impianto di depurazione di viale Innocenzo.
E nonostante da Comodepur arrivino notizie in apparenza positive – si parla di un piano per sconfiggere i miasmi – i cittadini che ormai da tempo convivono con i cattivi odori sembrano essere scettici. Ma ecco le ultimissime novità: nei giorni scorsi il neo eletto presidente di Como Acqua, la società che dal 2019 gestirà il servizio idrico in provincia di Como e che avrà tra le sue competenze anche quella su Comodepur, ha avanzato il progetto di trasportare i fanghi, attraverso una condotta, dall’attuale ubicazione in viale Innocenzo fino al sito “La Guzza”, a ridosso dell’inceneritore di Acsm Agam. Operazione da 4 milioni di euro che eliminerebbe anche i disagi olfattivi. Operazione che però non convince pienamente il comitato Puzzadepur.
«Si sono fatti tanti discorsi nel tempo su questo problema senza mai arrivare a nulla di concreto – , afferma il responsabile del comitato, Gianluca Roncoroni – Se così fosse saremo ovviamente contenti anche se lo spostamento dei fanghi non risolverebbe definitivamente i problemi legati agli odori. Forse l’unica differenza con i ragionamenti del passato e che ci fa sperare sono le parole del presidente di Como Acqua che ha parlato di quest’operazione come di un intervento necessario per limitare gli attuali costi di smaltimento dei fanghi. Ecco, allora visto che l’operazione potrebbe essere motivata dal conto economico forse potrebbe concretizzarsi in qualcosa di utile anche per noi».
Ma a spegnere questo barlume di speranza interviene Fabio Bulgheroni, presidente della Commissione di controllo analogo di Como Acqua che svolge funzioni di vigilanza, verifica e indirizzo strategico per la società Como Acqua. «Mi sembra in tutta onestà un’utopia. Una cifra simile, si parla di 4 milioni di euro a essere ottimisti, mi pare una somma proprio fuori portata. Inoltre un’investimento simile non è presente nel piano di investimenti dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) – spiega Bulgheroni – Certo si potrebbe prevedere una variazione in tal senso ma bisognerebbe innanzitutto trovarle queste risorse. Oltre al fatto che la società Como Acqua, quando inizierà il suo percorso vero e proprio dal prossimo anno, avrà sicuramente ben altre questioni da affrontare in maniera prioritaria. E proprio delle tematiche più urgenti sul tavolo si è parlato in una recente riunione tra il sottoscritto, il neo eletto presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca e il numero uno di Como Acqua Enrico Pezzoli».
Si tratta dunque di una valutazione – quella di natura economica e logistica – che ha parecchi ostacoli da superare senza dimenticare che il sito scelto per l’eventuale trasferimento dei fanghi – località La Guzza – è al confine con il comune di Casnate con Bernate e con l’oasi naturalistica del Wwf presente sul territorio. E se gli ambientalisti farebbero senz’altro sentire la loro voce, chi ha già parlato è Cristina Saccoccio, vicesindaco di Casnate con Bernate, che ha voluto rassicurare i concittadini garantendo la massima vigilanza sull’operazione qualora dovesse andare avanti.
Nel frattempo, un ultimo intervento di Bulgheroni è relativo all’immediato futuro. «Quanto prima – conclude – convocherò una seduta della commissione da me presieduta e metterò all’ordine del giorno proprio questo tema per capire lo stato dell’arte».

19 Novembre 2018

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