ComoNext, deficit a +30% in un anno. E il Polo tecnologico costerà 27 milioni

altEconomia sul Lario
La struttura di Lomazzo si amplia pur essendo vuota per un quarto

Il Parco scientifico e tecnologico realizzato nell’ex Cotonificio di Lomazzo è senza un dubbio un fiore all’occhiello della ricerca lariana e non soltanto. Ma, allo stesso tempo, non tutto fila alla perfezione, soprattutto guardando i numeri della società che gestisce la struttura. Ossia quella ComoNext nata nel contesto delle società partecipate dalla Camera di Commercio di Como attraverso la holding Sviluppo Como.
Scorrendo la relazione allegata al bilancio 2012 – comunque già parzialmente

aggiornato alla primavera del 2013 – si ottiene uno fotografia piuttosto precisa dello stato di salute di ComoNext e del polo tecnologico.
Il primo dato che balza agli occhi è il costo davvero notevole per la realizzazione e per il futuro completamento del Parco scientifico all’interno dell’ex Cotonificio di Lomazzo. Nel 2010, quando la struttura venne inaugurata, il finanziamento complessivo per aprire l’edificio allo sviluppo e all’incubazione di aziende innovative e start-up era quantificato in 19 milioni di euro (2 milioni per l’acquisto dell’immobile Nord; 4,2 per l’acquisto dell’immobile Sud; 10,9 milioni per la ristrutturazione avvenuta tra 2009 e 2012; più altre voci minori). La montagna di fondi necessari era stata reperita grazie a mezzi propri (5 milioni), un mutuo fondiario di 22 anni (9 milioni) e un contributo della Fondazione Cariplo (5 milioni).
Nel 2011, inoltre, vennero eseguite altre opere di natura strutturale da una società privata, la Invest 2000, che peraltro risulta anche comproprietaria dell’immobile Nord. Poi è toccato ai lavori per l’incubatore di imprese. Questa seconda tranche di interventi è costata altri 4 milioni di euro, e non è ancora finita. Perché ora è il turno di un ulteriore investimento, ancora da 4 milioni di euro, la cui copertura dovrebbe avvenire tramite un nuovo mutuo ipotecario. Insomma: come tutti i gioielli, anche quello di Lomazzo è costato e costerà molto. Ventisette milioni, per la precisione.
Nel frattempo – dall’inaugurazione del 2010 a oggi – la struttura ha fatto il suo dovere: ha accolto imprese ad altissimo contenuto innovativo e tecnologico, ha aiutato la crescita di start-up, ha contribuito a creare reti di imprese e ha offerto consulenze. Ma, almeno fino a oggi, tutto questo non è bastato a far davvero decollare il Polo tecnologico. Perché, come recitano sempre i documenti della società, al 31 marzo scorso a Lomazzo erano insediate 57 aziende su un totale di 70 spazi disponibili.
E passiamo al bilancio societario.
Come noto, l’ultimo disponibile e relativo a ComoNext – presieduta dall’ex presidente di Confindustria Giorgio Carcano – segna una pesante perdita: 451mila euro.
E se già questo numero è piuttosto eloquente nel denotare qualche difficoltà di equilibrio, colpisce in maniera piuttosto netta l’incremento del “rosso” tra 2011 e 2012. Nell’arco di soli 12 mesi, infatti, il passivo di ComoNext è passato da 338mila euro, appunto a 451mila. Oltre il 30%, dunque. Un peggioramento dei conti addebitato da Carcano, «nonostante gli sforzi profusi», ai «minori ricavi dei servizi relativi all’occupazione, che hanno scontato il difficile momento congiunturale anche del nostro territorio. Inoltre, oneri non previsti hanno aggravato i costi complessivi della società». Fra meno di 6 mesi è atteso il nuovo bilancio.
Sarà già un momento verità?

Emanuele Caso

Nella foto:
La facciata di vetro e di architettura moderna del Parco scientifico e tecnologico di Lomazzo, struttura gestita dalla società ComoNext

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