Compie dieci anni il centro tecnologico “ComoNext” e cerca nuovi spazi

Il parco tecnologico di Lomazzo, ComoNext

Compie dieci anni il centro tecnologico di Lomazzo “ComoNext”, in buona salute. Tanto che la struttura ha sete di spazi e programma come espandersi.
Il direttore Stefano Soliano anticipa le tappe che porteranno a ingrandire nei prossimi anni questo Digital Innovation Hub che è anche un incubatore di startup certificato dal ministero dello Sviluppo Economico sorto all’interno dell’antico Cotonificio Somaini a Lomazzo, restaurato con una sapiente operazione di recupero di archeologia industriale.
L’iniziativa si deve alla Camera di Commercio di Como, grazie anche a un contributo straordinario di Fondazione Cariplo.
«Dovremo a breve pianificare il ripristino dell’ex centrale elettrica del vecchio stabilimento Somaini su cui è già pronto un progetto di massima – dice Soliano – ComoNext occupa circa il 96% degli spazi e ha di continuo richieste di aziende che vogliono entrare, alcune anche con richieste di grandi metrature che attualmente non possiamo garantire».
Notizia positiva, in un contesto di crisi come l’attuale. «Non siamo nati con obiettivi immobiliari – dice Soliano – piuttosto offriamo una comunità di partner, clienti e fornitori che guardano al futuro. Stiamo lavorando a varie ipotesi per allargarci, stiamo dialogando con alcune proprietà limitrofe, e con il Comune di Lomazzo è aperto un tavolo per ottenere lo spazio delle Ex Stalle, vicine al nostro polo. Ci piacerebbe rimetterle a posto come spazi polifunzionali nell’interesse della comunità. Una realtà come la nostra, che già crea un interessante indotto con le mille persone che vi lavorano possa avere una ricaduta ancor più marcata sulla comunità locale, in particolare sui giovani, che sono più sensibili alle tematiche dell’innovazione che ComoNext ha a cuore».
Altre volumetrie si conta di ricavare in quelle disponibili secondo il piano originario dell’insediamento. «Stiamo lavorando anche in concerto con il Comune di Lomazzo per trovare la soluzione più equilibrata, ne parleremo con i nostri soci. Sicuramente noi non possiamo e non potremo stare fermi».
A inizio dicembre ci sarà l’assemblea di fine anno per pianificare i prossimi obiettivi e entro fine gennaio si arriverà a una decisione operativa su quale strada intraprendere per l’allargamento di ComoNext.
Un piano definito è atteso per fine marzo. ComoNext ospita nell’hub – circa 140 imprese. «Stiamo lavorando tantissimo con la digitalizzazione e l’automazione – dice Soliano – Un settore che nel mondo manifatturiero cui noi guardiamo è sempre più spinto. Le nostre piccole e medie imprese sono indietro su questo, e devono recuperare».
L’architetto Ado Franchini, che ha firmato il progetto dell’insediamento di ComoNext e confida in un nuovo piano integrato di intervento sull’area, ricorda che «circa 3.200 metri quadri di ampliamento non sono ancora stati realizzati, farlo ci consentirebbe di andare pienamente a regime su un’area di 26mila metri quadrati, in una realtà che è uno dei pochi veri fiori all’occhiello per il Lario e ha creato innovazione e tante opportunità per i giovani. Come progettista, è stata una bellissima esperienza proprio per l’impatto sociale che ha avuto e ha sul territorio. Siamo diventati un modello per altre realtà che nascono ora».
L.M.

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