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Comune di Como, contributi per i centri estivi

E’ stato pubblicato all’albo pretorio del Comune di Como l’avviso per l’ammissione ai contributi con i requisiti richiesti per le attività estive di bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni da parte di associazioni, organismi del terzo settore e parrocchie.

Per ottenere il contributo, i centri estivi – si legge in una nota di Palazzo Cernezzi – dovranno essere attivi per almeno quattro settimane nel periodo compreso fra il 29 giugno e il 4 settembre, con apertura fino a 8 ore giornaliere, con o senza fornitura del pasto. Gli operatori dovranno essere in rapporto 1:7 per i bambini dai 6 agli 11 anni, 1:10 per i ragazzi dai 12 ai 17 anni. Dovrà essere prevista anche l’accoglienza di bambini/ragazzi disabili. Gli operatori/volontari devono avere il diploma di scuola media superiore e almeno due anni di esperienza nel settore dell’animazione e dell’aggregazione. In ogni sede, tra gli operatori, deve essere presente almeno un educatore con titolo di studio specifico. La sede destinata al servizio deve avere spazi adeguati dal punto di vista della sicurezza per attività all’interno e all’esterno. Il costo della retta settimanale omnicomprensiva non dovrà in ogni caso superare la soglia di 100 euro.

Gli organizzatori che intendono presentare la domanda di ammissione devono farla pervenire con le modalità indicate nell’avviso entro le ore 12 del 29 giugno. Il Comune di Como darà un contributo economico di 25 euro a settimana per ogni bambino o ragazzo residente in città ai centri estivi con i requisiti richiesti che ne faranno domanda.

L’Amministrazione comunale sostiene inoltre la frequenza dei ragazzi con disabilità con un contributo economico di € 300,00 per l’iscrizione settimanale full-time. Nel caso di iscrizione part-time il contributo sarà calcolato proporzionalmente. I contributi saranno assegnati fino ad esaurimento dei fondi disponibili. Nel caso di richieste superiori al budget si procederà in base all’ordine cronologico di presentazione della domanda.

«Ringrazio tutte le realtà che si stanno adoperando – commenta l’assessore alle Politiche educativeAlessandra Bonduri– o che si adopereranno per dare un momento di svago ai nostri bambini e per far nascere un sorriso sui loro volti, restando vicino alle famiglie in modo concreto. Si tratta della prima esperienza di questo tipo ed è stata strutturata in pochissimo tempo. Vogliamo mantenere vive le buone prassi delle realtà del territorio di organizzare i grest, nonostante gli effetti della pandemia. Almeno una cosa, personalmente, ho imparato in questo difficile momento: possiamo fare rete per migliorare il nostro territorio e il nostro modo di vivere. Ho scoperto delle realtà meravigliose e spero che la sinergia possa durare nel tempo. Forza e coraggio non sono mai venuti meno in molte persone e il Comune ha il dovere di stare al loro fianco».

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