Comune, il 5% del personale vorrebbe cambiare ufficio. Al bando interno dicono sì in 40

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Pubblica amministrazione
Modificata intanto la commissione per scegliere il capo dei vigili

A inizio mandato, la riorganizzazione del personale interno al Comune di Como era uno degli obiettivi dichiarati della nuova giunta. E dopo qualche modifica soprattutto sulla pianta dei dirigenti in servizio a Palazzo Cernezzi, alla fine dello scorso anno, su indicazione dell’assessore alla partita, Gisella Introzzi, l’amministrazione ha quindi aperto un bando per la mobilità interna.
In pratica, un modo per permettere ai dipendenti comunali di esprimere la loro volontà su possibili cambiamenti

di ufficio e mansioni. Ebbene, poiché la procedura è tutta interna all’amministrazione, i dati precisi ancora non sono stati ufficialmente diffusi al pubblico, anche se il bando è chiuso da diverse settimane. Quello che si può già affermare con certezza, però, è che la partecipazione all’iniziativa è stata alta, probabilmente persino sopra le aspettative.
I numeri ufficiosi, infatti, parlano di oltre una quarantina di dipendenti che hanno aderito e che – di conseguenza – hanno formalmente espresso un certo scontento per la posizione occupata oggi nella macchina comunale.
Pur non trattandosi di numeri catastrofici (i dipendenti comunali sono circa 900, gli “scontenti” sono dunque più o meno il 5%, ndr) la cifra non è passata inosservata ai piani alti del Comune. Questo perché dalla fine del 2013, quando il bando è stato formalmente chiuso, in realtà in Comune non si è mossa foglia. O meglio, non si è spostato un solo dipendente.
Difficile capire come mai, anche se la causa principale sembra proprio risiedere nel notevole numero delle domande di spostamenti raccolte tramite il bando.
Il punto, però, è che questa stasi – che, di fatto, blocca le “aspirazioni” di una fetta non trascurabile del personale – sta cominciando a ingenerare qualche nervosismo tra le scrivanie. Tanto che, nei prossimi giorni, non è escluso che i sindacati interni al Comune possano chiedere ufficialmente spiegazioni all’assessore al Personale per questa impasse.
CASO VIGILI
Nel frattempo, per quanto riguarda il pasticcio della nomina del nuovo comandante dei vigili di Como, nelle ultime ore si è registrata una novità. Cambia, infatti, la composizione della commissione che dovrà avviare i colloqui con gli aspiranti per il posto. A causa del pensionamento, non ne farà parte l’ex comandante, Vincenzo Graziani, che sarà sostituito dal capo della polizia locale di Monza. I colloqui di selezione dovrebbero iniziare il prossimo 14 marzo.

E.C.

Nella foto:
A sinistra, uno dei tanti uffici di Palazzo Cernezzi. A destra, il cortile antico del Comune, dove molti dipendenti hanno chiesto di cambiare ruolo e impiego

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