Il Comune non riusciva più a intervenire. «I bambini non erano tornati a scuola»
Cronaca

Il Comune non riusciva più a intervenire. «I bambini non erano tornati a scuola»

Amministratori comunali sotto shock. E un intero settore incredulo per quanto accaduto. Difficilmente i dirigenti e i funzionari dei servizi sociali di Palazzo Cernezzi potranno dimenticare una giornata come quella di ieri. Una giornata vissuta con l’angoscia nel cuore e l’urgenza di ricostruire nel dettaglio quanto era stato fatto per la famiglia del 49enne marocchino autore di un gesto disperato e drammatico. Il sindaco, Mario Landriscina e la vice, Alessandra Locatelli, titolare tra l’altro della delega ai servizi sociali, sono stati informati immediatamente e già nella prima mattinata si sono recati nella struttura protetta dell’ospedale per stare vicini alla madre delle vittime.
«È stata un’autentica tragedia – ha detto visibilmente colpito il sindaco – in questo momento siamo particolarmente vicini alla mamma, che continueremo a seguire attraverso i nostri servizi, garantendole tutto il sostegno necessario».
Landriscina e Locatelli, in una nota, hanno anche espresso la «vicinanza» dell’amministrazione comunale «agli operatori del servizio di tutela dei minori che con dedizione e professionalità ogni giorno seguono nuclei fragili e casi difficili e che oggi si trovano a condividere questo immenso dolore».
Il nucleo familiare di via per San Fermo era seguito dagli operatori di Palazzo Cernezzi e in serata il Comune ha voluto precisare in dettaglio «la situazione in cui si inquadrano i fatti». Un chiarimento che si è reso necessario, visto anche il rincorrersi per tutto il giorno di notizie contraddittorie.
Il municipio del capoluogo ha così confermato che «dal 2014 era stato attivato l’housing sociale in seguito a uno sfratto che aveva interessato il nucleo familiare». I servizi sociali avevano anche messo a disposizione «altre misure» che normalmente si attivano in «situazioni di disagio economico». Dalla primavera di quest’anno, poi, «a seguito di intervenute problematiche all’interno del nucleo familiare (la malattia della madre, ndr), era stato attivato anche il servizio di tutela minori». Il Comune aveva quindi «messo a disposizione i supporti necessari all’assistenza scolastica per agevolare la frequenza delle lezioni» dei minori, «quali la mensa gratuita e i servizi di diurnato pomeridiano».
Anche l’appartamento di via per San Fermo era stato garantito dai servizi sociali di Palazzo Cernezzi che pagavano «l’affitto e le utenze».
Purtroppo, però, negli ultimi tempi la situazione si era aggravata. «Da settembre – si legge nella nota del Comune – i bambini non erano più tornati a scuola». E «il padre aveva iniziato a rifiutare gli interventi proposti dai servizi sociali».
«In seguito alle segnalazioni giunte dalla scuola il padre era stato convocato più volte», ma inutilmente. Facendo scattare l’intervento del Tribunale dei Minori.

21 Ottobre 2017

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