Sì, il cittadino aveva sbagliato, in quanto «perfettamente consapevole che il permesso di transito era di durata limitata». Data di scadenza che tra l’altro era ben visibile sul tagliando. Un errore, dunque, che «non è scusabile». Tuttavia, «questa valutazione è applicabile» solo ai primi transiti, quelli compresi nella prima settimana, mentre per tutti gli altri (ben 66 verbali di accesso alla zona a traffico limitato del centro città a Como) la responsabilità è della pubblica amministrazione che non è stata in grado di avvisare in un tempo ragionevole il cittadino. È questa la decisione del giudice di pace in merito a un lungo elenco di ricorsi contro multe per l’accesso alla Ztl da parte di un residente che, con il permesso scaduto, aveva fatto accesso al centro storico dal valico di via Cinque Giornate. L’opposizione alle sanzioni emesse dalla Polizia Locale di Como era stata presentata dall’avvocato Massimo Di Marco. I fatti fanno riferimento al periodo compreso tra dicembre 2018 e il 24 gennaio 2019. Secondo il giudice, il fatto che il Comune di Como abbia notificato i primi verbali solo il 24 gennaio, non avrebbe consentito al cittadino di potersi mettere in regola con il rinnovo del permesso per la Ztl. Alimentando in questo modo «il suo prolungato errore». Motivo per cui tutti i verbali successivi a una settimana di tempo dalla contravvenzione (margine ritenuto congruo per la notifica), quantificati in 66, sono stati definitivamente annullati.
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