«Comuni senza risorse, i bilanci sono a rischio»

Il presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana: «Il governo fermi i tagli»
«L’abolizione dei ministeri delle Riforme e della Semplificazione ammininistrativa è stata un errore. Per noi, è un cattivo segnale, poco incoraggiante. I Comuni si aspettano che il processo federalista vada avanti».
Attilio Fontana, sindaco leghista di Varese e presidente di Anci Lombardia (l’associazione che raggruppa gli enti locali), commenta con una buona dose di scetticismo il brusco cambiamento di rotta imposto nell’ultima settimana dal governo tecnico di Mario Monti.
«La prima cosa da fare è portare a termine il percorso di federalismo istituzionale, che deve fornire basi solide al federalismo fiscale – dice Fontana – Si parla tanto di abolire le Province o le Comunità montane, ma sarebbe forse molto più utile definire con certezza i compiti e le risorse da destinare ai Comuni, evitando in questo modo la sovrapposizione di funzioni che porta a sprechi e ritardi».
Per fare questo, secondo Fontana, si deve rimettere in moto la discussione sulla Carta delle Autonomia, la nuova versione cioè della legge quadro sugli enti locali, ferma in Parlamento da tempo.
Riforme, quindi, ma anche – e soprattutto – maggiori risorse. I Comuni sono con l’acqua alla gola, allo stato attuale, dice il sindaco di Varese, «Nessuno di noi sarebbe in grado di formulare un bilancio preventivo credibile».
«Da sempre ci facciamo carico dei problemi del Paese – insiste Fontana – adesso chiediamo che si metta fine ai tagli dei trasferimenti e a un meccanismo perverso, quello del patto di stabilità, che non permette ai Comuni di investire, in questo modo peraltro impedendo di concorrere alla ripresa. In questi ultimi anni siamo stati costretti a iniziare a tagliare alcuni servizi, in Lombardia la spesa per investimenti è diminuita di oltre il 20%».
Dal nuovo governo il presidente dell’Anci regionale si attende una decisa correzione di rotta. «La manovra correttiva ha tagliato 7 miliardi di euro, oltre ogni limite di sopportabilità. Ci piacerebbe usare la logica dei millesimi, come nei condomini: ciascuno paghi per ciò che rappresenta. E invece ai tagli diretti si aggiungeranno quelli indiretti, come la pesantissima sforbiciata al fondo delle politiche sociali».
Inevitabilmente, il discorso vira sull’ipotesi di introdurre nuovamente l’Ici sulla prima casa, imposta su cui si sono giocate letteralmente le ultime campagne elettorali e che il governo di centrodestra aveva abolito subito dopo la vittoria del 2008.
«La ventilata introduzione dell’Ici lascia perplessi – dice il sindaco di Varese – in primo luogo per la natura stessa di una tassa che viene a gravare su un bene come la prima casa, considerato sacro da molti italiani. Bisogna poi capire quali possano essere gli effetti della nuova Ici sulle casse dei Comuni, sulla loro autonomia e quindi sul federalismo, effetti che sono ancora tutti da chiarire da parte del governo. In realtà – conclude il numero uno dell’Anci Lombardia – non sappiamo nemmeno se la nuova Ici sarà un contributo aggiuntivo o si limiterà a sostituire quanto ci veniva già dato».

Nella foto:
Dal nuovo governo il presidente dell’Anci regionale si attende una decisa correzione di rotta quantomeno sulla questione delle risorse agli enti locali

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.