Comuni, sogno fusione in Valle Intelvi. Ma non tutti sono d’accordo

Il centro di Lanzo d'Intelvi Il centro di Lanzo d’Intelvi

Un unico, grande Comune di oltre 12mila abitanti in cui confluiscano tutte le amministrazioni locali della Valle Intelvi.
Il “sogno” politico di alcuni sindaci potrebbe diventare realtà nel giro di alcuni mesi. Sempre che campanilismi e ritrosie vengano messi da parte.
Un’operazione affatto semplice, iniziata alcuni giorni fa con un voto del consiglio comunale di Castiglione Intelvi e destinata a proseguire con il pronunciamento dell’assemblea cittadina di Dizzasco, e il 3 febbraio prossimo con il voto degli eletti di Casasco. Percorso lungo, quello scelto dai sindaci di alcuni paesi della Valle Intelvi. Un po’ per stanare i riottosi e coloro i quali si dichiarano a parole favorevoli alla fusione per poi negare, nei fatti, il processo di accorpamento. Un po’ per far “digerire” ai cittadini una decisione pur sempre complicata, che mette in discussione radicate e consolidate abitudini e tradizioni.
«La nostra idea è coinvolgere tutta la Valle – dice Carlo Gelpi, sindaco di Castiglione – avviare davvero il percorso facendo in modo che non sia più solo una chiacchiera da bar». Si fa sul serio, spiega Gelpi. «Vogliamo arrivare al voto referendario entro la fine del 2016. Il mio augurio è che aderiscano tutti i Comuni intelvesi».
«Dalle parole ai fatti c’è molta distanza – spiega Enrico Manzoni, sindaco di Lanzo – Io sono pienamente d’accordo sulla costruzione di un unico Comune ma credo che rimarrà un sogno, impossibile da realizzare».
Troppi, a detta di Manzoni, i distinguo tra amministratori. «Se fusione dev’essere, in ogni caso, che sia vera. Altrimenti sarebbe un errore».

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