Comunione e Cresima, provincia spaccata in due. Regole diverse tra le Diocesi

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Sacramenti in riva al Lario
Coletti e Scola hanno dato disposizioni differenti

La provincia di Como si divide sui sacramenti. Nei 70 comuni rientranti sotto la Diocesi di Milano, la Cresima e la Prima Comunione andranno impartite in due momenti differenti. Mentre nei restanti 90 paesi che fanno capo alla Diocesi di Como dovranno essere celebrate nello stesso momento. Sono infatti diametralmente opposte le recenti linee guida in materia.
Il decreto del vescovo di Como, Diego Coletti – datato settembre 2012 – prevede questa fusione per salvaguardare l’ordine dei Sacramenti

e «per rendere visibile l’Eucaristia stessa come vertice a cui tende il cammino dell’Iniziazione», come ha sottolineato lo stesso monsignor Coletti. Va infatti ricordato quanto ha scritto Benedetto XVI nella “Sacramentum Caritatis” e cioè che «veniamo battezzati e cresimati in ordine all’Eucaristia», quindi la Comunione dovrebbe essere impartita da ultima.
Di tutt’altro tenore le indicazioni in arrivo da Milano. Qui, a fine maggio, il cardinale Angelo Scola, dopo un periodo di sperimentazione, ha precisato le regole diocesane in tema di Iniziazione cristiana. «Il sacramento della Confermazione e il sacramento dell’Eucaristia (Prima Comunione) vengano celebrati separatamente e a un anno di distanza l’uno dall’altro, al fine di consentire un’adeguata e specifica preparazione», ha disposto il cardinale Scola.
Tra i tanti comuni della nostra provincia ricompresi sotto la Diocesi milanese compaiono centri molto grandi come Cantù, Erba e Mariano Comense. Ma anche molti paesi del Porlezzese e del Triangolo Lariano. Sono in tutto ben 70 i comuni – per un totale di 107 parrocchie – che saranno soggetti a questa distinzione.
«La celebrazione dei tre sacramenti successivi al Battesimo (Cresima, Eucaristia, Riconciliazione) avvenga entro il tempo della fanciullezza, cioè, nello specifico, entro l’undicesimo anno di età di un ragazzo. Cresima ed Eucaristia siano celebrate in modo distinto e in tempi successivi. Prima la celebrazione del sacramento della Riconciliazione, quindi la celebrazione dell’Eucaristia e infine la Cresima», così delinea il calendario il cardinale Angelo Scola. Queste, dunque, le regole per le parrocchie appartenenti alla Diocesi meneghina.
Diverso, come detto, il discorso per la Diocesi di Como, dove «si comincerà a celebrare unitariamente Cresima ed Eucaristia, nel tempo di Pasqua, secondo tre possibili modalità». Ed ecco le tre vie che possono essere percorse all’interno della Diocesi comasca. La prima opzione prevede che il vescovo e alcuni suoi delegati “coprano” tutte le parrocchie amministrando congiuntamente Cresima ed Eucaristia. Oppure è proponibile, laddove sia presente una chiesa molto capiente, l’eventualità che il vescovo amministri la Cresima e l’Eucaristia ai bambini delle parrocchie convenute. Infine, l’ultimo caso prevede che il vescovo e i suoi delegati amministrino la Cresima ai cresimandi delle parrocchie di un vicariato il sabato pomeriggio. E che il giorno dopo i cresimati ricevano la Prima Comunione nelle loro comunità parrocchiali.
Una diversificazione, quella tra le Diocesi di Como e Milano, che ha aperto un ampio dibattito. «Ovviamente ci atteniamo alle disposizioni del nostro vescovo che sono maturate dopo attenta sperimentazione e profonda riflessione – dice monsignor Carlo Calori, da molti anni parroco di San Fedele – In un primo tempo molte famiglie hanno espresso perplessità. Ma ormai la strada è imboccata e anche i genitori sono convinti di questo modo di procedere. Va comunque ribadito che non si tratta di una decisione di natura teologica ma antropologica».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Per la Diocesi di Milano, la Prima Comunione deve precedere la Cresima, per quella di Como i due sacramenti devono essere celebrati insieme

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