Economia

Con il “Filo d’oro” nasce la filiera tessile di qualità

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Economia e lavoro
Ieri la presentazione ufficiale ai dipendenti delle imprese coinvolte nell’iniziativa

«Da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontano». Si può probabilmente riassumere in questa citazione, pronunciata dal pratese Andrea Belli, lo spirito che anima una delle iniziative più singolari del tessile locale: quel progetto Filo d’oro che, coinvolgendo tre imprenditori lariani (Alessandro Tessuto, Ambrogio Taborelli e Graziano Brenna), il trevigiano Andrea Ongetta e appunto il toscano Belli, ha dato vita a una rete di aziende che si propone come polo di eccellenza.
Una

sorta di micro-filiera della moda all’interno della filiera del tessile serico comasco.
Dal filo di Ongetta alle tintorie di Brenna, passando per l’orditura di Belli per finire con le tessiture e le strutture commerciali di Taborelli e Tessuto, il mondo del fashion ha acquisito una “squadra”, una realtà collegata e coordinata, anche senza scambi azionari o ufficializzazioni burocratiche, che si propone con la forza data da qualità, flessibilità e affidabilità derivanti dalle singole competenze delle aziende coinvolte. Il tutto all’insegna dell’etica, della correttezza di fondo pur tra concorrenti, della collaborazione. Termini poco usuali nel mondo del business, che però i 5 promotori dell’iniziativa hanno sottolineato ampiamente ieri sera durante la presentazione del progetto riservata ai più stretti collaboratori e avvenuta in fabbrica. Forse anche per rimarcare lo spirito concreto dell’iniziativa.
«Un’iniziativa – è stato il commento di Ongetta – venuta quasi automatica da parte mia dopo anni di lavoro con Como e con i comaschi». Vista da fuori, da Prato per l’esattezza, Como ha qualche pregio forse misconosciuto dai comaschi stessi: «Qui – ha affermato Belli, presidente di Confartigianato Prato – c’è cultura d’impresa, una struttura imprenditoriale che altrove manca, competenze e voglia di fare». Il Filo d’oro, insomma, è uno strumento in più che questo gruppo di imprenditori del tessile ha voluto darsi. E dare ai collaboratori, ai figli – la seconda o la terza generazione – ieri presenti in massa a questa iniziativa.
«È una struttura di relazioni – ha rimarcato Ambrogio Taborelli – che vuole comunque essere aperta, che può crescere coinvolgendo anche altri soggetti. Da parte nostra c’è non soltanto la disponibilità ma anche l’intenzione di allargare la cosa».
Graziano Brenna ha invece posto l’attenzione sul ruolo di tutti in azienda, chiamati a condividere anche gli ideali oltre che gli sforzi quotidiani, in una iniziativa basata sulla tracciabilità dal filo al tessuto finito. «Un plus in cui crediamo molto – ha sottolineato Alessandro Tessuto – e che contiamo possa avere molteplici aspetti positivi per noi e per le nostre aziende».

G. Civ.

Nella foto:
Un momento della presentazione del “Filo d’oro”, modello di business innovativo che coinvolge tre imprese comasche (Mv)
27 Nov 2013

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