Con le avanguardie Ascona si affaccia sul Baltico

Oltre confine
Nei primi decenni del Novecento, quando ancora avevano nomi dall’eco letterario come Pomerania e Meclemburgo, i territori sul Baltico compresi tra Germania e Polonia erano mete di un turismo particolare. A frequentarli erano soprattutto intellettuali spaventati dal delirio di potenza che attraversava l’Europa, artisti in fuga da città che stavano diventando frastornanti metropoli, borghesi che decantavano lo stile di vita contadino, aspiravano a un’esistenza immersa nella natura e vagheggiavano
uno spirito comunitario.
Il loro profilo era all’incirca lo stesso di coloro che, nel 1899, sulle colline vicino ad Ascona, avevano dato inizio all’esperienza del Monte Verità: un cenacolo di utopisti, pacifisti, spiritualisti e naturisti che attirò in Canton Ticino figure di primo piano della cultura europea, come Carl Gustav Jung, Herman Hesse e Paul Klee. Alcune tra esse, come i pittori Marianne Werefkin e Alexei Jawlensky, avevano soggiornato sul Baltico prima di trasferirsi ad Ascona, mentre Sophie Tauber e Hans Arp avevano compiuto il percorso inverso.
Il Mar Baltico delle Avanguardie, la mostra in corso presso il Museo d’Arte Moderna di Ascona fino al 10 giugno, documenta questa corrispondenza tra luoghi cruciali per la modernità. Sulle coste frastagliate e selvagge del Baltico, così come su quelle particolarmente ventose del Verbano settentrionale, confluirono infatti numerosi esponenti delle avanguardie artistiche di ambito germanico. Le oltre sessanta opere scelte dalla curatrice Mara Folini delineano un panorama mutevole sul piano formale, ma sostanzialmente omogeneo su quello delle convinzioni di fondo. L’espressionismo lirico e visionario della Werefkin e di Jawlensky, il costruttivismo orfico di Lyonel Feininger, il dadaismo allusivo di Harp erano impregnati della stessa poetica tardo-romantica che vedeva nell’arte una forma di sublimazione mistica della realtà, e nella natura la manifestazione più emblematica di un’energia cosmica, di una forza magnetica e spirituale della quale erano intrisi in modo emblematico certi luoghi: soprattutto quelli in cui questi artisti scelsero di rifugiarsi e di creare le loro opere. Ingresso 13/9 euro, info www.museoascona.ch.

Roberto Borghi

Nella foto:
Cammin, olio su tela del 1934 di Lyonel Feininger

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