Cronaca

Concorso dei vigili: tutti assolti tranne il segretario

altIeri pomeriggio la sentenza
I giudici riconoscono che le tracce furono diffuse ma non fu falsificato alcun verbale

Tutti assolti (tranne uno) con la formula piena per «non aver commesso il fatto». Per i giudici del Collegio di Como, presieduto da Vittorio Anghileri, il concorso per un posto da vigile urbano non fu truccato. O meglio, le tracce furono sì diffuse la sera prima della prova dall’unico condannato della vicenda – ovvero il segretario dell’allora assessore Francesco Scopelliti – ma non ci fu la «falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici» al momento dell’esposizione della graduatoria che passò da una prima bozza con 15 nomi alla lista affissa con 18. Assolti dunque il comandante dei vigili di Como, Vincenzo Graziani, l’allora capo di gabinetto di Palazzo Cernezzi, Tullio Saccenti, Antonella Rosati, funzionaria della Regione e membro della Commissione giudicatrice del concorso per un posto da vigile urbano, e Alessandra Saccenti, segretaria della Commissione.

Tullio Saccenti è stato anche assolto dall’accusa di aver diffuso pure lui le tracce dell’esame.
A pagare con una condanna a un anno, dunque, è stato il solo vigile Bruno Polimeni, all’epoca dei fatti segretario dell’assessore Scopelliti.
«Scopelliti è il grande assente da questo processo e da quest’aula assieme all’altro assessore di allora, Paolo Gatto», ha detto ieri il pm Massimo Astori nella propria durissima requisitoria, criticando in modo aperto le indagini di un fascicolo che rilevò solo a poche ore dall’apertura dell’udienza preliminare. «Su eventuali errori commessi allora dalla Procura sta indagando Brescia», ha poi tenuto a puntualizzare Astori. «Noi abbiamo lavorato con quello che avevamo – ha proseguito il pm – e abbiamo anche fronteggiato in aula i troppi “non ricordo” soprattutto da parte di agenti di polizia locale. E poi c’è l’assenza di chi quelle tracce rivelò davvero, ovvero l’assessore Paolo Gatto che le comunicò a una candidata sua amica, e Scopelliti. Quest’ultimo, anche lui ex assessore, avrebbe dovuto avere a cuore gli interessi della collettività ma si è avvalso della facoltà di non rispondere in quanto indagato per false dichiarazioni al pm». «Eppure Polimeni – ha proseguito il pm – le diffuse dopo averne avuto conferma da Scopelliti». E Polimeni, come detto, è stato l’unico a pagare per la diffusione delle tracce in questione.
La Procura aveva chiesto la condanna per tutti gli imputati, ovvero Polimeni (un anno), ma anche Tullio Saccenti (tre anni), Graziani, Alessandra Saccenti e Rosati a due anni.
Questi ultimi tutti per la questione di quello che era stato ritenuto dall’accusa come un falso verbale. La Procura ritenne infatti che i componenti della Commissione del concorso attestarono falsamente come avvenute in loro presenza le modifiche delle ammissioni alla seconda prova che fecero passare da 15 a 18 i candidati. Ma le difese – rappresentate degli avvocati Elisabetta Di Matteo, Marco Accolla, Angelo Giuliano ed Ernesto Lanni – hanno duramente battagliato su tale punto. «Sì, ci furono due o tre versioni dei verbali – ha detto la Di Matteo nella sua arringa – ma non per falsificare il concorso. La Commissione infatti può fare modifiche tutte le volte che vuole fino a che gli atti sono in suo possesso, in quanto non hanno ancora assunto la veste di atto pubblico. E in questo caso i verbali erano ancora all’interno della Commissione, che può anche essere tacciata di superficialità, dato tuttavia che non è penalmente rilevante. La prima affissione, su un foglio non firmato, non fu poi pubblica ma avvenne sulla bacheca all’interno del comando dei vigili e solo perché questi ultimi, che avevano parenti e amici tra i candidati, premevano per sapere come era andata». «Mi chiedo poi perché – ha concluso la Di Matteo – se davvero il concorso fosse stato pilotato, come mai quelli che poi lo passarono non erano tra quelli che ricevettero le tracce?». Posizioni seguite in pieno dal Collegio di Como che ha assolto con la formula piena tutti gli imputati tranne Polimeni.
«Siamo delusi e amareggiati da questa conclusione – è la chiosa dell’avvocato proprio di Polimeni, Christian Mazzeo – anche in considerazione del fatto che i veri responsabili della vicenda non sono mai stati parte in questa vicenda».
E il riferimento, anche in questo caso, torna a ricadere sugli assessori Gatto e Scopelliti.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Mezzi della polizia locale a Villa Olmo durante un evento ufficiale del corpo
23 gennaio 2013

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