Condannati i fidanzati con il vizio della truffa

Ieri la sentenza

Dieci mesi alla ragazza, otto mesi all’uomo. Si è chiusa così la vicenda di due ex fidanzati con il vizietto della truffa. Secondo la Procura di Como – pubblico ministero Simona De Salvo – la coppia di Uboldo (in provincia di Varese) avrebbe utilizzato assegni rubati ad una azienda per comprarsi 2.020 euro di merce tra prodotti di informatica e abbigliamento da motociclista. La vicenda parte da lontano. Ovvero da quando una ragazza, all’epoca dei fatti 27enne (siamo tra il 2009 e il 2010), effettua

uno stage in una ditta di Saronno. Al termine del periodo fissato, le strade della giovane e dell’azienda tornano a dividersi. In concomitanza con questo periodo, tuttavia, dalla ditta scompaiono due assegni e il fatto viene segnalato. La storia si sposta poi in provincia di Como, a Bregnano, quando l’11 marzo 2012 un 40enne (il fidanzato dell’ex dipendente) si presenta in un negozio per acquistare prodotti di abbigliamento per motociclista pagando con un assegno da 1.020 euro. Una volta che il commerciante si presenta in banca per incassare la somma, scopre che l’assegno che ha in mano era stato in precedenza rubato. È l’inizio delle indagini che giungono poi a ricostruire un’altra truffa con il secondo assegno scomparso, da mille euro, per un acquisto fatto a Bergamo di un televisore lcd e di un computer portatile.
Per questo secondo colpo tuttavia il giudice ha assolto l’uomo.

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