Condannati per il furto di terriccio. «Lo usavamo per tappare le buche»

TRA PONZATE E BRUNATE
Da una parte di due imputati, parenti tra loro, che sostenevano di aver prelevato quel materiale di scarto ottenuto dalla fresatura delle strade per tappare le buche di via delle Vigne a Brunate. «Un utilizzo civico di quel materiale senza valore», è poi stato sostenuto in aula dai legali della difesa. Dall’altra la tesi della procura (pm Vanessa Ragazzi) che ha invece invocato la condanna per furto in quanto quel materiale era scomparso – nell’ottobre del 2010 – dall’esterno di un deposito dell’amministrazione provinciale a Ponzate senza alcuna autorizzazione. Alla fine a prevalere è stata la pubblica accusa, in quanto il giudice monocratico ha condannato i due imputati alla pena di due mesi e 20 giorni a testa, il doppio della richiesta del pm. L’oggetto del “colpo” circa 5 metri cubi di terriccio bituminoso, posizionato all’esterno del deposito in quanto l’area interna era occupata da cartelli stradali di ben altro valore. I due imputati non hanno mai negato di averlo prelevato, sostenendo però di averlo usato – dopo aver ricevuto il via libera da un cantoniere – per tappare le buche delle strade.

Mauro Peverelli

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