Condannato a cinque anni il «buon musulmano»

Era stato difeso dalla comunità islamica
Per i giudici è responsabile delle violenze sessuali su due minorenni di Manera
Al collegio del Tribunale di Como, non è interessato se quell’imputato marocchino (tra l’altro non comparso in aula) fosse o meno un «buon musulmano», come invocato dall’imam della comunità islamica che frequentava in provincia di Varese. Le accuse nei suoi confronti – violenza sessuale ai danni di due ragazzi minorenni – sono bastate per una condanna a cinque anni, un anno in meno di quanto chiesto dalla pubblica accusa. Si è conclusa ieri mattina nel palazzo di giustizia lariano la triste
vicenda che ha visto coinvolti due ragazzini minori di 14 anni, un italiano e uno straniero, abbordati ai giardinetti di Manera di Lomazzo e poi molestati con palpeggiamenti anche nelle parti intime.
Una vicenda che aveva fatto discutere, anche perché dopo che i genitori delle vittime si erano presentati dai carabinieri per raccontare l’accaduto, il consiglio degli anziani della comunità musulmana frequentata dalla famiglia aveva iniziato a fare pressioni insistendo sul fatto che «la denuncia avrebbe arrecato danno alla stessa comunità musulmana», aggiungendo che inoltre «un buon musulmano si rimette alla giustizia di Dio».
Parole che riuscirono ad aprire una breccia nelle convinzioni dei genitori, che chiesero di poter ritirare la denuncia. Cosa che ovviamente non fu fatta perché in questi casi si procede d’ufficio.
Il fascicolo è dunque proseguito fino a sfociare ieri mattina nell’udienza di fronte al collegio del Tribunale di Como.
E alla fine, il 35enne “buon musulmano” è stato condannato con l’accusa di violenza sessuale ai danni dei due ragazzini.
Una violenza, tra l’altro, proseguita anche nell’abitazione dell’uomo, dove i due giovani vennero attirati con false promesse: in un caso garantendo un rapporto sessuale con la figlia dell’indagato, nell’altro solo dietro al compenso di qualche sigaretta. Nell’abitazione però, lontano da occhi indiscreti, le violenze proseguirono con uno dei due minorenni costretto a guardare e l’altro a subire molestie più esplicite. Una storia emersa proprio grazie al racconto di una delle due vittime, e alla denuncia dei genitori che si sono costituiti parte civile e a cui è stata riconosciuta una provvisionale da 100mila euro. Dell’imputato, come detto, nessuna traccia. In aula c’era solo il suo avvocato, il comasco Christian Mazzeo.

Mauro Peverelli

Nella foto:
L’aula del tribunale dove ieri mattina è stato condannato il 35enne marocchino

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