Condannato per l’appalto all’Asl: «Ma non era vicino alla malavita»

L’ex assessore De Feudis
(m.pv.) Condanna a 2 anni e 4 mesi con rito abbreviato e pagamento di 800 euro di multa. Ma soprattutto l’esclusione dell’aggravante più antipatica, quella di essersi messo consapevolmente a disposizione di soggetti legati alla camorra. Insomma, l’ex assessore comunale di Como Pasquale De Feudis, 67 anni, residente in città, è stato sì ritenuto colpevole della turbata libertà degli incanti in una gara di appalto per il servizio di pulizia all’Asl di Caserta, non però di aver agito per aiutare

i clan malavitosi della zona. Un passaggio di non poco conto nella sentenza che è stata letta dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli Giuliana Taglialatela.
La storia che ha finito con il coinvolgere l’ex uomo politico del Pd riguarda la turbativa della «pubblica gara del pubblico appalto relativo alla “gara a procedura aperta per l’affidamento del servizio di pulizia delle strutture dell’Asl di Caserta per la durata di tre anni” a un “importo complessivo di circa 27 milioni di euro”. Secondo l’accusa De Feudis – in qualità di gestore della ditta Co.Lo.Coop – avrebbe brigato per far aggiudicare l’appalto a questa ditta.
Operazione che comunque non andò nemmeno in porto in quanto la stessa ditta venne esclusa per un errore procedurale nonostante la migliore offerta presentata. Insomma, una vicenda complicata che risale al periodo tra il marzo e il novembre 2012 e che si è chiusa con la condanna in primo grado a 2 anni e 4 mesi.

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