Condivisione e solidarietà, consegnati gli Abbondini

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La cerimonia a Villa Olmo
Premiate la Famiglia Comasca, la Caritas diocesana e Luisella Anzani

Il valore civico della condivisione e l’idea del senso della cura. Sono i principi fondamentali – ricordati dal sindaco di Como, Mario Lucini – che caratterizzano gli Abbondini d’Oro, le benemerenze civiche consegnate ieri mattina in una Villa Olmo gremita.
I riconoscimenti sono stati assegnati a Luisella Anzani per l’attività svolta a favore dei malati di distrofia muscolare, alla Caritas diocesana per la quarantennale opera di assistenza sociale e umana in città e alla Famiglia Comasca

per l’impegno profuso nella tutela e valorizzazione della tradizione comasca.
«Confesso che tra i tanti incontri che ho quotidianamente, tutti stimolanti, quello di oggi è tra i più significativi ed emozionanti – ha detto Lucini – È un premio che riconosce i meriti di chi ha fatto del bene per la città. Nel 2012 è stato valorizzato l’aspetto culturale. Per il 2013 è prevalsa invece l’idea della condivisione, dell’aiuto e della solidarietà». In sala le massime autorità locali e gran parte della giunta comunale, oltre a un folto pubblico.
Il momento sicuramente più emozionante è stato quello della consegna dei premi. Il primo a salire sul podio è stato Piercesare Bordoli, presidente della Famiglia Comasca. «È un’immensa gioia che ci ripaga dei sacrifici fatti negli anni – ha detto Bordoli – È un riconoscimento che divido con la mia fantastica squadra. Non voglio annoiarvi con l’elenco delle nostre attività. Mi piace solo ricordare l’ultimo nostro impegno per riportare in vita lo storico piroscafo Patria».
La Famiglia Comasca è un’associazione culturale nata nel marzo del 1969 grazie allo spirito e al coraggio di 12 amici. Da sempre si impegna nel custodire, difendere, ravvivare e tramandare i valori testimoniati dai comaschi nei costumi, nel linguaggio, nella storia, nella cultura e nelle scienze.
«Sinceramente, quando ho saputo del riconoscimento, ho provato un leggero imbarazzo – ha detto poi Roberto Bernasconi, direttore della Caritas, seconda associazione ad essere premiata ieri a Villa Olmo – Dal 1973 siamo attivi in città e abbiamo sempre lavorato in silenzio e per dare voce a chi non ce l’ha. E questo premio ci conforta e ci rende felici perché dimostra come la città sia vicina a noi e al nostro operato».
Numerose le date da ricordare. A partire dall’impegno legato al terremoto del Friuli nel 1976 e l’alluvione in Valtellina del 1987, a cui seguirono i primi sforzi umanitari per accogliere gli stranieri e aiutare i senza dimora. Nel 1999 venne realizzato il Centro servizi “Porta Aperta”, dedicato a chi si trovava in mezzo alla strada senza un’abitazione e a quanti vivevano in condizioni di emarginazione sociale.
Infine, sul palco è salita Luisella Anzani. «Non posso non ricordare e dividere questo riconoscimento con tutte le persone che mi hanno aiutata e continuano a farlo nell’opera di sostegno dei malati di distrofia muscolare. Questa benemerenza è soprattutto per loro».
Luisella Anzani lega la sua esistenza alla solidarietà. Dal 1969 è impegnata nel sostenere e assistere quanti sono affetti da gravi patologie congenite come appunto la distrofia muscolare. E proprio dall’incontro con una coppia di genitori di un bimbo malato di questa malattia è nata in lei la spinta a impegnarsi contro un male oggi senza cura.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Da sinistra: il sindaco Mario Lucini, Roberto Bernasconi, direttore della Caritas, Piercesare Bordoli, presidente della Famiglia Comasca, e Luisella Anzani (Fkd)

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