Confcommercio contro le sagre. «Basta, è concorrenza sleale»

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Un tour nei principali centri per chiedere lo stop alle feste di paese

«Azioni d’urto». Vengono definite così, da Confcommercio Como, le iniziative – in fase di realizzazione – per contrastare il proliferare delle sagre.
Termini duri, di stampo quasi militaresco, per un problema che, nel corso degli ultimi anni, sembra aver raggiunto dimensioni enormi. «Il proliferare delle sagre crea ai pubblici esercizi pesanti ripercussioni.  Abbiamo verificato un incremento addirittura del 40% nel confronto di questi eventi tra il 2012 e il 2013 – dice Giovanni Ciceri, avvocato e presidente dei pubblici esercizi della Confcommercio di Como – Si tratta di un aumento spropositato che genera danni enormi.

Si configura concorrenza sleale per chi, come i ristoratori, gestiscono le attività seguendo le regole, adempiendo le norme, pagando le tasse e i balzelli di ogni genere».
Da qui il tour, partito ieri pomeriggio da Erba, che l’associazione di via Ballarini vuole sfruttare per far conoscere il problema e lanciare iniziative.
E proprio a fronte del dilagare delle sagre, ci si batterà per far sì che anche le associazioni abbiano la licenza commerciale per la somministrazione. Verrà inoltre avviata una raccolta firme tra i pubblici esercizi e saranno anche consegnate lettere a tutti i sindaci dei Comuni della provincia di Como.
«L’intento è semplice: stesso mercato e stesse regole per tutti – dice ancora Ciceri – La raccolta di consensi e l’invio delle nostre osservazioni agli amministratori ha lo scopo di sensibilizzare i sindaci. Vogliamo che riflettano a fondo prima di concedere l’autorizzazione per le sagre». E se così non dovesse accadere, sono già pronte forme di protesta.
Dalla serrata degli esercizi commerciali agli scioperi. Fino alla consegna delle chiavi dei locali in Comune. «Non siamo contro le sagre. Vogliamo però norme uguali per tutti. Altrimenti si rischia di creare disparità insanabili», ribadisce il presidente dei pubblici esercizi di Confcommercio Como.
«La situazione, così com’è gestita ora, non va assolutamente bene. Siamo di fronte a un modo rapido per fare cassa. Nessun problema per le sagre storiche, ma quando in uno stesso paese, in uno stesso giorno, ci sono anche 3 feste, allora qualcosa non funziona. Quando nel giro di pochi metri si susseguono sagre con oltre 400 coperti, è evidente che c’è qualcosa di anomalo – aggiunge Giovanni Ciceri – Il momento è critico per tutti. La crisi si fa sentire. Non è ammissibile competere con regole diverse o, peggio, con l’assenza di norme per alcuni. E quando sul lago, ogni giorno, nei singoli paesi si incontrano tre sagre ogni 200 metri, allora bisogna intervenire».
È questo, dunque, lo spirito fondamentale che ha animato l’iniziativa di Confcommercio.
Il tour destinato ai pubblici esercizi farà altre 3 tappe e si concluderà il 13 maggio. Dopo Erba, toccherà Cantù, Menaggio e Mariano Comense.
«È importante che gli associati partecipino numerosi a queste assemblee zonali – dice Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como – Dobbiamo infatti procedere con il percorso di sensibilizzazione intrapreso da tempo dalla nostra associazione sulla questione sagre».
Infine si è parlato anche delle recensioni negative di Tripadvisor e sono state date indicazioni su come proteggersi dai commenti non veritieri, spesso presenti sul web, che possono seriamente danneggiare l’immagine delle attività commerciali, dai ristoratori agli albergatori.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La festa del Santo Patrono di Como, alla fine di agosto, è uno dei momenti di maggiore attrazione esercitata dalle “sagre” organizzate da associazioni e gruppi di volontari

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