Conferenza su Dante al Carducci

Dante Alighieri nell'arte è il tema di uno degli incontri di Clio

Martedì 22 giugno alle ore 18 presso il Salone Musa della Associazione Carducci Ulderico Pietrantonio (classe 1976) terrà una conferenza sul nostro grande poeta nazionale.

Commentare Dante, senza cadere nello scolastico o nell’ipertecnicismo e far pervenire al pubblico un messaggio che sia scientificamente corretto non è impresa facile.

Per affrontare il poema dantesco occorre munirsi, anzi pre-munirsi, di conoscenze e informazioni filosofiche, letterarie, geografiche, storiche, di tutto quel sapere enciclopedico che in quegli anni era sottobosco culturale comune fra i dotti d’Europa (e che ora è irrimediabilmente perduto), i quali si scambiavano manoscritti e testi tra università e monasteri.

Dante costruisce il suo sapere, che rifonde nella Comoedia, attraverso diuturne letture degli antichi predecessori ed è per questo motivo da intendersi uomo della tradizione nella costruzione simbolica degli “scenari” e, insieme, innovatore, nell’uso della lingua e nella edificazione di un’opera grandiosa che tenta di comprendere tutta la “sapientia” del passato.

La conferenza, che ha il complesso titolo “Scrivere come Dio e leggere “oltre” i segni e le immagini. Il valore spirituale del Simbolismo dantesco nell’iconografia di Lucifero nel XXXIV Canto dell’Inferno” si propone non solo di svelare i valori e i significati del simbolismo medioevale in genere, ma di focalizzare l’analisi della rappresentazione di Lucifero, dominatore del viaggio dell’Inferno, ricostruendo i processi interpretativi e cercando di restituire il senso profondo e mistico ad una delle immagini più inquietantie meno note dei versi del poeta. Immagine e rappresentazione simbolica peraltro ben ricordata in contemporanei o poco posteriori affreschi quali quello di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, di Giovanni da Modena della Cattedrale di San Petronio a Bologna, di Taddeo Gaddi nel Camposanto di Pisa, del più recente Luca Signorelli nella cappella di San Brizio del Duomo di Orvieto.

Pietrantonio affronterà in maniera singolare il tema sopra esposto grazie anche alla sua competenza nel campo della letteratura medioevale, agli studi sull’utilizzo dello strumento filmico e a quelli legati alla interpretazione del modo di lettura e scrittura nell’attuale e modernissima era dei social media.

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