Confesercenti: «Pronti a chiedere il risarcimento dei danni subiti»

altLa raffica di multe dell’Ica
Il presidente chiede che «il Comune sia dalla nostra parte»

(a.bam.) «Vogliamo che il Comune sia dalla nostra parte. E non escludiamo di chiedere un risarcimento dei danni subiti». Parole di Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti Como.
Il caso della raffica di multe giunte ai commercianti è tutt’altro che chiuso. Nei giorni scorsi, a molti negozianti del capoluogo sono state recapitate sanzioni salatissime per presunte violazioni sull’imposta comunale sulla pubblicità.
Alcuni casi sembrano, per così dire, “borderline”: la gelataia

multata per un cestino della spazzatura a forma di cono, il tabaccaio sanzionato per un adesivo sul distributore automatico, il barista punito per un menu esposto.
Gli accertamenti portano un’unica firma, quella di Ica Srl, la società Imposte comunali affini incaricata dal Comune, a partire dall’inizio di quest’anno, di riscuotere questo tipo di tributi.
Venerdì scorso, dopo un incontro tra gli amministratori di Palazzo Cernezzi e i responsabili della Ica, i cui uffici hanno sede in via Dottesio, l’assessore al Commercio Gisella Introzzi ha detto di aver chiesto alla società una verifica dei casi in “zona grigia”, ossia di tutte quelle multe che potrebbero nascere da un’interpretazione molto rigida della norma.
Ma i commercianti non si sentono comunque tutelati a sufficienza.
«In questo clima di incertezza, veniamo bollati come evasori – attacca Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti Como – e molti colleghi stanno togliendo dalle vetrine informazioni commerciali legittime, per il timore di essere sanzionati».
Chi ritiene di aver ricevuto una multa ingiusta, ha spiegato l’assessore Introzzi, può inviare un’istanza di autotutela a Ica, la quale può annullare o confermare il verbale. Nel secondo caso, il contribuente potrebbe ricorrere alla Commissione tributaria, ma solo entro 60 giorni dall’accertamento.
«Stimiamo che possano arrivare tra le 700 e le 800 contestazioni – continua Casartelli – Come potrà Ica, in poco più di un mese, vagliare tutti questi casi senza far scadere i termini per il ricorso? Ci aspettiamo che il Comune affianchi i commercianti in ben altro modo. E se una percentuale consistente delle sanzioni sarà annullata – conclude il presidente di Confesercenti Como – valuteremo se presentare una richiesta di risarcimento danni».
Sul caso delle sanzioni inviate dalla Ica è intervenuto ieri anche il consigliere comunale del Gruppo misto Marco Butti.
«Urgono un chiarimento e una verifica su quanto sta accadendo – sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia – Alla luce delle numerose segnalazioni ricevute da commercianti ed esercenti, invasi da lettere, sanzioni e richieste di pagamento, auspico che i settori competenti dell’amministrazione comunale possano adottare tutte le opportune verifiche per evitare che si assista a una vera e propria aggressione e richiesta di pagamenti, anche quando questi non hanno ragione di esistere. Viste le numerose segnalazioni ricevute, ho presentato un’interrogazione per poter ricevere tutte le delucidazioni del caso».

Nella foto:
La sede della Ica in via Dottesio. La società, incaricata da Palazzo Cernezzi di riscuotere le imposte comunali sulla pubblicità, è al centro delle polemiche (Mv)

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