Confesercenti va all’attacco: «Noi trascurati al mercato coperto»

Il Comune: «Cerchiamo insieme risorse per il padiglione centrale»
«Il mercato coperto va ristrutturato. Il Comune interverrà nell’area grossisti, semideserta, e farà entrare 20 nuovi coltivatori diretti nell’area produttori. Ma non pensa al padiglione centrale, il cuore pulsante del mercato». Confesercenti Como ha radunato ieri mattina alcuni operatori del mercato coperto, attaccando frontalmente il Comune. Colpevole, dice l’associazione, di trascurare da troppo tempo la parte principale della struttura. Non solo: Confesercenti chiede al Comune di controllare i nuovi produttori
che entreranno nel mercato coperto, per evitare il rischio di una concorrenza sleale. I produttori, infatti, possono vendere con un regime fiscale agevolato: «Si controlli che vendano soltanto i loro prodotti», dicono gli operatori del mercato.
«Il Comune – attacca Angelo Basilico, direttore di Confesercenti Como – sta per ristrutturare il padiglione grossisti, praticamente inutilizzato, e vuole portare al mercato 20 nuovi produttori. In tutta questa operazione, temiamo che ci si dimentichi degli operatori storici, che lavorano qui da decenni. E pagano affitti salatissimi: ogni anno il Comune incassa da loro 150-200mila euro».
I canoni arrivano fino a 8mila euro all’anno.
«La struttura – continua Basilico – è fatiscente. Quando si interverrà finalmente su tutto il mercato coperto? Vorremmo proprio saperlo. Tra poco – ironizza il direttore di Confesercenti – inizia la campagna elettorale. È meglio che i politici non passino da qui. Raccoglierebbero ben poco. Gli operatori del mercato sono stufi delle solite promesse».
Anche l’ingresso di 20 nuovi produttori non viene visto come una mossa del tutto positiva. «Nessuna preclusione – specifica Basilico – ma i produttori possono vendere senza scontrino. È importante vigilare affinché trattino solo la merce che producono, e non i prodotti di altri. In caso contrario, gli operatori del mercato subirebbero una concorrenza sleale». Oggi, al mercato coperto lavorano 44 operatori, dei quali 8 sono produttori diretti. Questa minoranza teme, con l’ingresso di 20 nuovi concorrenti, di essere “relegata” in qualche angolo della struttura. «I produttori storici – aggiunge Gianfranco Franchi, di Confesercenti – vogliono garanzie sul proprio futuro». Confesercenti chiede quindi un progetto complessivo di ristrutturazione.
Replica Marco Fumagalli, dirigente del settore Commercio del Comune, e direttore del mercato coperto. «Il Comune non ha risorse proprie, com’è noto. Quindi, eseguirà i lavori grazie a finanziamenti di Regione Lombardia e Unione Europea, vincolati a obiettivi specifici».
I soldi, spiega Fumagalli, erano legati al rilancio del commercio non alimentare – che troverà spazio nel rinnovato padiglione grossisti – e al potenziamento della vendita diretta, tramite l’ingresso di nuovi coltivatori diretti nel padiglione produttori. E il padiglione centrale? «Per ora – risponde Fumagalli – siamo riusciti a prendere questi due “treni”, che ci hanno portato 2 milioni di euro. Alle associazioni dico: lavoriamo insieme per salire anche sul prossimo treno, e ottenere finanziamenti per il padiglione centrale». Secondo Fumagalli, gli interventi sul padiglione grossisti e produttori rilanceranno anche il padiglione centrale. «Con 80 negozi, il mercato coperto di Como diventerà la più grande galleria commerciale della provincia. Tra l’altro, verranno spesi 800mila euro per ristrutturare i magazzini sotterranei, a beneficio anche degli operatori del padiglione centrale», il padiglione che oggi ospita i commercianti di frutta e verdura. Infine, il direttore del mercato coperto assicura che «nessuno degli attuali produttori verrà cacciato dal mercato».

Andrea Bambace

Nella foto:
La facciata principale del mercato coperto. La struttura sarà interessata da imponenti lavori di riqualificazione nei prossimi mesi

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