Confindustria e Api di Como verso una clamorosa fusione

Economia – I costi di gestione sempre più alti e una costante emorragia di iscritti hanno convinto i gruppi dirigenti delle due associazioni a mettersi attorno a un tavolo
Pierluigi Tagliabue: «Ne stiamo discutendo, ormai servono economie di scala e nuove sinergie»
La crisi spazza via anche il tradizionale associazionismo imprenditoriale. La notizia è clamorosa: Confindustria Como e Piccole e Medie Imprese lariane (Api) potrebbero presto fondersi in un’unica struttura. Costi di gestione sempre più alti e una costante emorragia di iscritti hanno convinto i gruppi dirigenti delle due associazioni d’impresa a mettersi attorno a un tavolo e a disegnare un futuro assolutamente nuovo.
Da tempo si parla di un riassetto nel campo organizzativo dell’industria.
Le voci si rincorrono
 da quando i direttivi di Confindustria e Api hanno discusso l’eventualità di una fusione tra le due associazioni.
Ieri pomeriggio, una prima conferma è giunta da Pierluigi Tagliabue, già presidente di Api e oggi vice di Tiberio Tettamanti.
«Ci stiamo ragionando sopra – ha detto a proposito del progetto di unire i grandi imprenditori con i piccoli e i medi – Ormai bisogna creare una sinergia, le risorse diminuiscono e certe motivazioni stanno venendo meno».
Tagliabue parla di «economie di scala» e di «esperienze da mettere in comune». Non aggiunge altro né fornisce dettagli su quanto sta avvenendo.
Una cosa, però, appare chiara. La forza schiacciante dell’industria lariana – forza sociale, economica e politica – è un ricordo. Piuttosto sbiadito. I competitor si sono fatti aggressivi. Uno fra tutti, la Compagnia delle Opere, che negli ultimi anni è riuscita a entrare addirittura con due rappresentanti nel consiglio camerale di via Parini.
Non è da sottovalutare nemmeno l’uscita da via Raimondi di alcune storiche imprese comasche. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la Clerici Tessuto, che ha detto addio a Confindustria a causa di una politica troppo “morbida” – questa l’accusa formulata dal patron, Alessandro Tessuto, contro i vertici comaschi dell’associazione – sulle contraffazioni “made in Como”. In ogni caso, il passaggio verso un’unica struttura sembra inevitabile. Dopo una prima fase di lavoro in comune, Confindustria e Api dovrebbero annunciare la loro storica fusione. A giorni dovrebbe arrivare anche l’annuncio ufficiale.

Dario Campione

Nella foto:
La storica sede di Confindustria in via Raimondi, a Como. Si profila all’orizzonte una clamorosa fusione con l’associazione delle Piccole e Medie Imprese lariane

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