(ANSA) – ROMA, 06 GIU – Per Eugenio Calearo Ciman in Italia è necessario ora “gettare le basi” per costruire lo sviluppo del sistema industriale del futuro: “Abbiamo – dice – la responsabilità di piantare oggi i semi che daranno i loro frutti domani”. Per Riccardo Di Stefano bisogna “pretendere un confronto costante” con le imprese: “Chiediamo – dice – di poter dire la nostra su un piano industriale del Paese per i prossimi 20 anni”. Sono – intervistati dall’ANSA – due candidati al ruolo di leader dei giovani di Confindustria: presenteranno lunedì il loro programma. Il 26 giugno si voterà per l’elezione del nuovo presidente di Giovani Imprenditori. Eugenio Calearo Ciman, classe 1982, vicentino, imprenditore di terza generazione e “per passione”: figlio d’arte, ha respirato in famiglia l’esperienza associativa che il padre, Massimo, ha fatto in. prima linea sul territorio e alla presidenza della ‘trincea’ di Federmeccanica. “Mi sono iscritto ai Giovani Imprenditori il giorno del mio diciottesimo compleanno. Quello che ho visto fin da bambino mi sembrava la cosa più bella del mondo”, ricorda. E’ stato leader dei giovani di Vicenza, dal 2017 è presidente degli industriali under 40 del Veneto. Riccardo Di Stefano, classe 1986, palermitano, ha preso a 26 anni le redini dell’azienda di famiglia, la Officina Lodato, nell’impiantistica civile e industriale. Da tre anni è vicepresidente dei Giovani Imprenditori con una delega all’education ed al capitale umano: “E’ Il primo dei driver, dei fattori di successo della società e dell’economia”’, dice. (ANSA).
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