Conservatorio di Como e paura del coronavirus: “Gli studenti provenienti da viaggi in Cina non vengano a lezione”

Conservatorio-Como-Cina

Paura del coronavirus anche nel mondo della musica comasca. Decisione per certi aspetti clamorosa del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di via Cadorna 4 a Como, frequentato anche da molti studenti di origine asiatica.
Una scelta autonoma dell’istituto e non dettata da prescrizioni dell’autorità sanitaria a livello locale, regionale o centrale.
Di fatto – con una nota sul sito dell’istituto – si chiede a tutti gli studenti di ritorno da viaggi in Cina di astenersi dal frequentare le lezioni per almeno quattordici giorni dalla data del rientro.
Ecco il testo del messaggio (che viene riportato sulla pagina Internet del “Verdi” anche in lingua cinese): «Gentili studenti, a nome della Direzione si comunica che per ragioni di profilassi, tutti gli studenti di ritorno da viaggi in Cina sono pregati dall’astenersi di frequentare il Conservatorio di Como per i 14 giorni successivi alla data di rientro».
Il direttore del Conservatorio, il maestro Carlo Balzaretti, ha così commentato l’iniziativa: «Mi sono sentito in dovere di pubblicare quel messaggio sul sito Internet su insistenza dei docenti, penso che lo farò rimuovere in serata. Si è trattato di un eccesso di zelo, ho verificato che siamo l’unico Conservatorio in Italia ad aver dato simili disposizioni. La stragrande maggioranza degli studenti cinesi del Verdi è rimasta in Italia per il Capodanno cinese, solo alcuni sono andati in patria e a loro specialmente erano già state rivolte misure di profilassi con una comunicazione interna in italiano, cinese, coreano e inglese. Ma non vogliamo creare inutili allarmismi né creare panico, ho solo aderito alla proposta dei colleghi con l’avviso online».
Il professor Carlo Balzaretti ha dovuto rimandare a data da destinarsi il suo viaggio in Cina, la partenza era prevista oggi. «Mi dovevo recare al maggior festival musicale cinese, è saltato tutto, laggiù la situazione è davvero pesante, sono nel caos».
Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei Medici di Como, commenta così l’avviso pubblicato dai vertici del Conservatorio di Como: «Si sta andando oltre, si finisce solo con il generare ulteriore preoccupazione. Certo il problema – chiarisce – non va sottovalutato, ma anche in passato il ministero si è sempre dimostrato preparato di fronte a situazioni simili».
Un altro musicista che è rimasto bloccato a Como a causa dell’emergenza del coronavirus è il pianista comasco di fama internazionale Paolo Vairo, che vive e lavora ad Hong Kong ed era in questi giorni con la moglie di origine asiatica in visita alla famiglia sul Lario.
Considerati i rischi in corso ha preferito rimanere in Italia, in attesa dei prossimi sviluppi.

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