Consulta urbanistica e Piano Casa: ecco tutte le richieste delle categorie

altGoverno del Territorio
Ultimatum su metrotramvia e variante del Borgovico

Un documento di diciassette pagine con proposte per il futuro urbanistico di Como. Indicazioni precise, a iniziare dall’istituzione di una Consulta urbanistica e di un Piano Casa in salsa comasca, ma anche la salvaguardia delle aree produttive cittadine.
È questo il “manifesto” della Como che lavora, sono queste le osservazioni presentate ieri dalle principali associazioni economiche a Palazzo Cernezzi.
Ance Como, Compagnia delle Opere, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative,

Confesercenti, Cna e Unindustria hanno detto la loro sulla definizione della variante al Pgt (Piano di governo del territorio).
Consulta urbanistica
Le associazioni datoriali vogliono avere un ruolo attivo nel ridisegno di Como e per questo chiedono una Consulta urbanistica cittadina a carattere permanente.
Chiedono di semplificare le procedure e di risolvere tematiche anche generali come il ruolo sovracomunale del capoluogo, il cosiddetto progetto della Grande Como, con scelte che vanno condivise con tutti i Comuni della cintura urbana.
Ultimatum
Il documento è a tratti anche duro, come quando dà una sorta di ultimatum al Comune su progetti che si trascinano da anni senza fortuna.
«O il progetto metrotramvia trova una realistica attualità oppure si abbia il coraggio di dichiararlo insostenibile e si individui un’altra strategia – scrivono le associazioni – O si avvia l’attuazione della variante del Borgovico o si abbia il coraggio di ritenerla irrealizzabile per le finanze cittadine e si cambi progettualità dell’accessibilità». La variante al Pgt insomma dovrà essere l’occasione per rivedere quei tanti progetti che «giacciono nei cassetti» da troppo tempo.
Aree produttive
Industria e artigianato e la loro «irrinunciabile funzione produttiva» vengono considerati un valore aggiunto per Como.
Anche «dopo la chiusura o l’espulsione di molte attività manifatturiere tradizionali negli ultimi 30 anni» – si legge – «è bene ricordare che permangono attive in città numerose realtà aziendali, anche particolarmente significative (per esempio il comparto chimico-vernici con ben 600 addetti) e innumerevoli attività di artigianato e di servizio». Tra le superfici da riqualificare misto residenziale-artigianale-produttivo, il tessuto consolidato manifatturiero attuale e le aree dismesse ci sono in gioco ben 2 milioni di metri quadrati.
La funziona produttiva di Como per il futuro dovrà però avere «connotati e caratteristiche innovative e integrate con le attività di ricerca universitaria».
Il recupero del produttivo potrebbe evitare anche il pendolarismo in uscita da Como e richiamare in città alcune fasce di popolazione che sono uscite dalla fine degli anni Settanta seguendo le aziende che vennero «espulse».
Piano Casa
Piano Casa e Piano dei Servizi secondo le associazioni devono completare la città. Il “problema casa” resta per le categorie una delle questioni più scottanti.
Gli interventi di “edilizia sociale”, affermano le associazioni, non devono però essere concentrati in pochi ambiti, ma più diffusi sul territorio, in modo da rendere questi interventi interessanti anche dal punto di vista economico. Pure il Piano Casa dovrebbe avere una valenza sovracomunale.
Piano Servizi
Le associazioni chiedono maggiore attenzione sui servizi all’infanzia (nidi) e scolastici, attraverso i servizi pre-scuola, post-scuola e i centri estivi, che possano aiutare concretamente le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano. Un passaggio tocca pure il Piano Parcheggi, che va «rivisto criticamente» secondo le categorie.
Turismo
Ampi passaggi del documento sono dedicati invece alla visione turistica di Como, quale polo attrattivo per la prossima Expo e non solo. Viene denunciata l’assenza di azioni di marketing territoriale, ossia di promozione, comunicazione e cooperazione tra pubblico e privato per il settore turistico.
Università
Anche la funzione universitaria della città per le categorie deve essere trainante con il suo «indotto potenziale di migliaia di studenti, molti dei quali stranieri».
All’aumento dei posti letto registrati negli anni non ha fatto seguito, secondo le associazioni, un adeguamento dei servizi, dalla logistica agli eventi culturali fino ai cinema.
Commercio
Ampio anche il capitolo che riguarda il settore del commercio. Si apre alla media-grande distribuzione nell’ex Trevitex e si chiede di individuare all’interno dei progetti di housing sociale in alcune aree già definite (come viale Innocenzo XI – Comodepur, Blockbuster, Enel – ex Ticosa, ex Seminario, Telecom, ex Lombarda, ex Ospedale Sant’Anna) possibilità per l’apertura di piccole superfici di commercio di vicinato dove sono già previste 705 abitazioni.
Si chiede inoltre un cambio di destinazione per alcuni immobili di via Asiago oggi solo commerciali. Le categorie dicono infine un no senza appello alla grande distribuzione nell’ex Rasa di via Scalabrini, a Camerlata.

Paolo Annoni

Nella foto:
Le categorie hanno voluto dare il loro contributo per la Variante al Piano di Governo del Territorio del Comune di Como

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