Il professionista dovrà respingere la richiesta di 200mila euro avanzata dai progettistiDa un lato la corsa contro il tempo per il nuovo progetto e, dall’altro, le vecchie questioni che si trascinano da anni ancora da risolvere. È una infinita corsa a ostacoli il cantiere delle (ex) paratie. Ieri, la giunta di Palazzo Cernezzi ha deciso di nominare un professionista di fiducia per gestire la richiesta di arbitrato avanzata dai progettisti dell’opera.I tre professionisti chiedono ulteriori 200mila euro per il lavoro di progettazione svolto.Il contenzioso con i “padridelle paratie”, che si trascina dal 2010, è un altro dei molteplici nodi ancora da sciogliere sul fronte del tormentato cantiere del lungolago. Lo scontro vede, da un lato, il Comune e, dall’altro, gli ingegneri Ugo Majone e Carlo Terragni e l’architetto Renato Conti, ossia i tre progettisti delle paratie. I professionisti rivendicano il pagamento di una ulteriore somma di circa 200mila euro, quale adeguamento delle vecchie parcelle.Nel febbraio scorso, la precedente amministrazione comunale guidata dal centrodestra aveva negato il pagamento della somma richiesta dai progettisti.I tre professionisti hanno annunciato una battaglia legale. Contestualmente all’atto di diffida hanno chiesto, in caso di rifiuto del Comune al pagamento dell’importo richiesto, il deferimento a un collegio arbitrale per la definizione della questione. Majone, Terragni e Conti si sono affidati per la gestione del caso all’avvocato Natale Giallongo. La giunta di Palazzo Cernezzi ha deciso, a sua volta, di «far valere le nostre ragioni a accettare il contraddittorio con la controparte». Per questo, nei prossimi giorni verrà individuato un professionista di fiducia che svolgerà nel Collegio il ruolo di arbitro in rappresentanza di Palazzo Cernezzi.Sempre nei prossimi giorni, il sindaco Mario Lucini incontrerà Sacaim, l’azienda che sta realizzando il lungolago, per definire con la società gli aspetti legati alle modifiche del progetto. Il primo cittadino ha precisato che ci vorranno tre-quattro settimane al massimo per mettere a punto sia la relazione sui rischi collegati all’eventuale prosecuzione dei lavori attuali, sia l’ipotesi di variazione dell’opera con la sostanziale eliminazione delle barriere antiesondazione.
Anna Campaniello
La crisi non lascia prigionieri: l'amatissima azienda hi-tech chiude la serranda. Il debito stimato ammonta…
Con la chiusura del Salumificio Venegoni viene alla luce un problema economico che coinvolge tutta…
E tu, sai davvero cosa contengono gli iconici ovetti Kinder? Dopo molti anni il segreto…
Prelevare negli sportelli bancomat di Intesa San Paolo potrebbe ben presto diventare un'operazione assai complicata:…
Un database con milioni di password di conti appare sul dark web a un prezzo…
La prova di qualità superiore in campo ha fatto innamorare tutti della squadra lariana. Un…