Economia

Conti correnti in Svizzera, segreto sgretolato

altUn’iniziativa del governo francese “scopre” le nuove regole Il fisco può chiedere alle banche elvetiche i dati sui titolari dei depositi
(f.bar.) Crolla un altro tassello del segreto bancario svizzero e i conti oltreconfine sono sempre più a rischio. Una miscela esplosiva è pronta a deflagrare, incrinando in maniera irreparabile i rapporti fiduciari tra le banche elvetiche e i loro clienti.
Paolo Bernasconi, avvocato luganese e professore emerito dell’Università di San Gallo, spiega ciò che sta accadendo.
«Dal primo agosto scorso – dice Bernasconi – la Svizzera ha una nuova normativa che permette alle autorità fiscali

di un qualsiasi Paese del mondo di richiedere informazioni sui propri contribuenti – singoli o di gruppo – che abbiano conti o proprietà in Svizzera».
Ciò significa che, ad esempio, un soggetto come «la vostra Agenzia delle Entrate potrà tentare questa strada domandando notizie sensibili su soggetti italiani. Non solo. È anche possibile chiedere alle autorità svizzere, in base alle nuove disposizioni, di non comunicare ai clienti delle banche di essere sottoposti ad accertamenti», aggiunge.
Prima di questa nuova normativa, il correntista svizzero veniva allertato dagli istituti bancari del fatto che fosse in corso un controllo, «consentendogli così di poter ricorrere. Ora, salvo casi straordinari, il soggetto non avrà neanche l’idea dei controlli se non a operazione ultimata», dice sempre l’avvocato Bernasconi. Il pandemonio si è scatenato nei giorni scorsi per un’iniziativa del governo francese, e rischia di produrre una reazione a catena. Le autorità di Parigi, dopo aver recepito le novità della legge svizzera, hanno chiesto alla Ubs una lista di 300 nomi di sospetti evasori francesi. E così adesso, entro breve, queste notizie verranno trasmesse.
«È una vera e propria rivoluzione. Così facendo si potranno ottenere informazioni anche su interi gruppi di persone. È una procedura che potrà essere utilizzata da tutti», dice Bernasconi. Inoltre ci sono anche ulteriori disposizioni, sempre in vigore in Svizzera, in grado di rendere decisamente più complessa la fuga dei capitali detenuti oltreconfine, vista la nuova norma, verso altri paradisi fiscali.
«Le banche svizzere non possono più eseguire ordini di bonifico a favore di conti detenuti in Paesi offshore o in altri rifugi fiscali – conclude Paolo Bernasconi – E anche i prelievi in contanti saranno vietati o limitati se non si dimostra la regolarità fiscale del denaro. Gli istituti bancari non vogliono più essere attaccati in futuro, qualora venissero richieste notizie su correntisti. Tendono così a preservarsi da eventuali cause». Nel frattempo, l’Italia sta cercando di ultimare la legge per incentivare il rientro delle centinaia di miliardi di euro fuggiti all’estero.

Nella foto:
Crolla un altro tassello del segreto bancario svizzero e i conti oltreconfine sono sempre più a rischio. Una miscela esplosiva è pronta a deflagrare, incrinando in maniera irreparabile i rapporti fiduciari tra le banche elvetiche e i loro clienti
8 Ottobre 2014

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