Contrabbando di gasolio sul confine. Salgono a 1.700 i litri sequestrati

altIndagini della finanza e della polizia elvetica
Aumentano i guai per i tre uomini arrestati in Svizzera con l’accusa di contrabbandare gasolio rubato. Oltre alla già nota inchiesta condotta dal procuratore pubblico Chiara Borelli, ora si è aggiunta anche una indagine italiana con perquisizioni andate in scena non solo nel Comasco ma anche nella provincia di Varese. E pare che la guardia di finanza, cui sono demandate le verifiche, abbia posto sotto sequestro ulteriori mille litri di gasolio, che vanno dunque ad aggiungersi ai 700 che erano già stati scovati dalle forze dell’ordine ticinesi nei giorni scorsi.

Nei guai anche due comaschi di Ronago, 62 e 58 anni anni, oltre ad un altro italiano residente in Ticino. Il metodo di contrabbando del combustibile prevedeva il passaggio del confine con una monovolume caricata, di volta in volta, con fusti contenenti decine e decine di litri di gasolio rubato in Svizzera, privando qualche centinaio di litro ad ogni consegna forse grazie ad autisti compiacenti. Da quanto è stato possibile apprendere, le perquisizioni condotte nelle scorse ore dalle fiamme gialle avrebbero interessato non solo abitazioni private, ma anche aziende (in particolare una azienda agricola).
A dare il via all’inchiesta era stato l’arresto – avvenuto la scorsa settimana – dei tre uomini fermati a Chiasso. Un blitz che contestualmente aveva portato al sequestro di circa 700 litri di combustibile destinati a raggiungere la provincia di Como per essere collocati sul mercato nero. Immediata era partita anche la segnalazione alla guardia di finanza che ha poi provveduto a indagare anche da questa parte del confine.

M.Pv.

Nella foto:
Una pattuglia della guardia di finanza impegnata in un controllo in strada

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.