Cronaca

Contratti fantasma, interrogazione parlamentare

alt Chiasso – Intervento del deputato cantonale Ppd Lorenzo Bassi

Gli italiani che hanno sborsato (inutilmente) 200 franchi (circa 165 euro) a una società di Chiasso nella speranza di trovare in fretta un lavoro oltrefrontiera sono diventati subito oggetto di un’interrogazione parlamentare.
Il sindaco di Castel San Pietro, Lorenzo Bassi, deputato cantonale dei Popolari Democratici ed esponente, tra l’altro, dello stesso sindacato (Ocst) che ha sollevato il caso della presunta truffa, si è rivolto ieri al governo di Bellinzona per chiedere «quante siano

le ditte sul territorio ticinese che si occupano di collocamento o di personale a prestito (interinale, ndr), se siano tutte in possesso di una regolare autorizzazione e se, nel caso in cui non ci fosse autorizzazione e quindi vi fosse violazione della legge federale e cantonale, a quale sanzione possano andare incontro».
L’atto parlamentare fa seguito alla notizia, pubblicata ieri dal Corriere del Ticino, relativa a decine di contratti stipulati da una ditta apparentemente “fantasma” e attiva nelle ricerche di mercato. Stando a quanto denunciato da alcuni sindacalisti Ocst sulla base di segnalazioni giunte dalle persone coinvolte nella vicenda, nei mesi scorsi un’azienda di Chiasso avrebbe fatto firmare – dietro il versamento di una caparra di 200 franchi – contratti per compiere ricerche di mercato «finalizzate al reperimento di una mansione» in Ticino.
In pratica, attratti dalla speranza di un lavoro pagato in franchi, molti italiani si sarebbero rivolti a questa azienda per segnalare il proprio profilo professionale. Il risultato, però, è stato nullo. Nessuno ha mai ricevuto notizie né offerte di impiego.
Anzi: i sindacalisti chiassesi, una volta venuti a conoscenza dei fatti, hanno avviato alcune verifiche scoprendo che l’azienda di consulenza, che aveva lanciato i suoi servizi con una campagna di pubblicità su alcuni giornali della fascia di frontiera, non è mai stata iscritta al Registro di Commercio ticinese. Anche il telefono indicato sulla pubblicità non è più attivo. Sempre l’Ocst avrebbe scoperto come la stessa azienda di di Chiasso non avesse mai ottenuto le autorizzazioni cantonali e federali necessarie per l’esercizio di determinate mansioni all’interno del mercato del lavoro elvetico. I contratti “incriminati” sono stati stipulati ormai molti mesi fa, ma come detto nessuno tra chi si è rivolto all’azienda di Chiasso ha mai avuto risposta.
«Purtroppo – scrive il deputato del Ppd ticinese nell’interrogazione al governo di Bellinzona – molte sono le vittime tra le persone che, disperate, sono alla ricerca di un’occupazione e non si rendono conto come la loro speranza venga messa in mani di persone senza scrupoli».

Nella foto:
La denuncia del sindacato Ocst riguarda un’azienda che operava a Chiasso
23 novembre 2013

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