Contribuenti comaschi più ricchi e più tassati

lago, citta', lago di Como, Civiglio, panoramicaLa notizia può essere analizzata sotto un duplice punto di vista, tanto da scomodare il classico detto del “bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto”. Se infatti è vero che a Como, nel 2014, si è registrato uno degli aumenti più brillanti (+2,2%) nei redditi imponibili dichiarati dai cittadini – quarto posto nella classifica che include 108 capoluoghi italiani – con una cifra pari a 22.782 euro, è altrettanto vero che l’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) è decisamente schizzata in alto.
Nell’approfondita graduatoria – pubblicata ieri dal Sole 24 Ore – la patria di Volta fa segnare, infatti, per l’Irpef un valore medio complessivo (comprensivo cioè delle addizionali comunale e regionale) di ben 5.502 euro che colloca la città subito sotto il podio, al quarto posto, dove Como si guadagna la classica medaglia di legno.
Questi i primi numeri rilevanti emersi da uno studio che ha esaminato – in materia di Irpef – un ampio lasso di tempo: dal 2008 al 2014. Periodo che ha visto un aumento dell’Irpef, in tutta Italia, pari, in media, a + 9,3% a fronte di un incremento dei redditi del 5%.
Se a ciò si aggiunge l’inflazione, il carico sui contribuenti si è decisamente fatto sentire. E a imporre un’accelerazione ulteriore ci hanno pensato le addizionali regionale e comunale, aumentate esponenzialmente per compensare i tagli del governo a livello locale.
Sei anni fa, mediamente, l’addizionale regionale era pari all’1,08% e quella comunale allo 0,35%, oggi si è invece passati rispettivamente all’1,38% e allo 0,54%.
Nello specifico a Como, sempre in relazione al 2014 e quindi all’anno di imposta 2013, l’addizionale comunale è pari a 65 euro mentre quella regionale è attestata a quota 316 euro. Cifre a cui va poi sommata l’Irpef versata allo Stato, pari a 5.121 euro. Facendo le somme, si arriva appunto a 5.502 euro.
«La reputo una buona notizia. Se infatti c’è stato un incremento, come certificato dal Sole 24 Ore, nel reddito dei cittadini non può che essere un dato favorevole – spiega l’assessore al Bilancio di Palazzo Cernezzi, Paolo Frisoni – Inevitabile che a un incremento del patrimonio corrisponda un incremento delle tasse».
In Lombardia è proprio Como a piazzarsi sul gradino più alto del podio regionale. La seconda città in classifica è Cremona (+2,2% nel reddito medio, 5.341 euro di Irpef totale e 5ª posizione) e, a seguire, Lecco (+1,7% nella variazione dei redditi, Irpef a 5.812 euro e 18ª posizione). I cugini di Varese si piazzano in 43ª posizione.
«Fatta questa premessa – prosegue Frisoni – è evidente a tutti come la pressione fiscale sulle persone sia eccessivamente elevata. E come questa morsa sia una costante negativa. Detto ciò, questi numeri certificano come, fortunatamente, molte persone riescano a mettere in tasca dei soldi in più da poter anche utilizzare, si spera, per far girare l’economia. Il dato del reddito medio, nella nostra città, non può poi non tenere conto anche dell’elevato numero di frontalieri che, ad esempio, nel 2013 (anno a cui si riferisce l’indagine), erano 400 in più rispetto al 2012».
A guidare la classifica a livello nazionale ci sono invece rispettivamente Belluno, con il più alto incremento dei redditi, pari al 3,6%, per un Irpef totale di 5.491 euro, seguita da Verbania (+2,4% e Irpef a 4.061 euro). Al terzo posto Gorizia con un incremento del 2,2% e 3.958 euro di Irpef totale.
In coda alla graduatoria, nelle ultime due posizioni rispettivamente Siena, che ha visto un decremento dello 0,1% nel reddito e un Irpef di 6.041 euro, mentre all’ultimo posto figura Isernia, con una flessione dello 0,8% per i redditi e un’Irpef a 3.972 euro.

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