Contro i tagli ai treni le Regioni aprono la trattativa con il governo

Vertice ieri a Roma sulla riduzione dei trasferimenti
«Nubi cupe si addensano sul destino dei pendolari». Il portavoce comasco degli utenti dei treni, Ettore Maroni, ha inviato ieri ai “colleghi” lariani un messaggio diffuso tramite posta elettronica in cui mette nero su bianco i timori per il rischio di cancellazione addirittura della metà dei treni. L’alternativa sarebbe un raddoppio esatto delle tariffe.
L’allarme è legato direttamente ai tagli sui trasferimenti dello Stato alle Regioni previsto dalla manovra finanziaria. Già mercoledì l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Lombardia, Raffaele Cattaneo, ha denunciato «il rischio di un treno su due cancellato, l’inaccettabile soluzione di dover almeno raddoppiare il costo dei biglietti e pesanti risvolti non solo sull’occupazione ma anche sul traffico e sulla mobilità».
Lo scenario a tinte fosche dipinto dall’assessore regionale non poteva lasciare indifferenti i pendolari. Ettore Maroni ha inviato a tutti i comaschi che utilizzano quotidianamente il treno per motivi di studio o di lavoro il testo con l’allarme lanciato da Cattaneo.
«Puntualmente anche quest’anno si prospettano pesanti tagli al trasporto pubblico, addirittura pari al 50% – ha scritto Ettore Maroni – Chissà poi perché sempre sui servizi dei pendolari e non sulle molte altre spese superflue».
Ieri pomeriggio i rappresentanti delle Regioni si sono dati appuntamento a Roma per esprimere il loro malcontento e per contestare i tagli previsti dalla manovra. All’incontro con il governo erano presenti per la Lombardia il presidente Roberto Formigoni e lo stesso assessore Cattaneo.
In segno di protesta i rappresentanti delle Regioni hanno lasciato sul tavolo del governo i contratti del trasporto pubblico locale che, se i tagli fossero confermati, non riuscirebbero più a onorare. «La consegna simbolica dei contratti per il trasporto pubblico locale – ha commentato Formigoni – non è un atto di guerra ma un gesto di responsabilità istituzionale».
In accordo con gli altri presidenti e assessori ai Trasporti, il governatore della Lombardia ha sottolineato la necessità di aprire immediatamente un tavolo di confronto con il governo per arrivare entro la fine di settembre a una soluzione del problema. «Mi ha telefonato il presidente Silvio Berlusconi – ha detto Formigoni – ha voluto sapere quale fosse la questione e mi ha detto che ho ragione, che questo è un problema che deve essere risolto».
Intanto, il capogruppo del Pd in consiglio regionale, il comasco Luca Gaffuri, ha annunciato ieri l’avvio di una campagna di protesta contro i tagli che coinvolgerà tutte le stazioni.
«La Lombardia ha bisogno di nuove corse e non di tagli – ha denunciato Gaffuri – Gli oltre 600mila cittadini che viaggiano in treno per lavoro e per ragioni di studio non possono essere nuovamente colpiti da una politica che non investe e che, anzi, deprime il trasporto ferroviario. Il 27 settembre, grazie a un’iniziativa dell’opposizione, saremo in consiglio regionale a discutere gli esiti della manovra sul bilancio lombardo. In quella occasione auspico che tutte le forze politiche facciano sentire in modo unitario la propria voce su temi così rilevanti».

Anna Campaniello

Nella foto:
Si rischia che un treno su due venga cancellato o che raddoppi il costo dei biglietti

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.