Controlli antidroga nelle scuole lariane. Clamoroso flop della protesta studentesca

Mezz’ora dopo l’orario di convocazione – fissato per le 15.30 – nel parco di Villa Olmo arriva, di corsa, un ragazzino: in mano un’asta e una bandiera nello zainetto con il logo Unione degli Studenti Lombardia. Un segno distintivo, almeno, che non basta però a risollevare un’assemblea di protesta contro i controlli antidroga convocata in grande stile e diventata, all’atto pratico, poco più di una chiacchierata tra (pochissimi) amici.
«Ci troveremo in Villa Olmo per discutere del tema e fare un atto di denuncia pubblica per chi continua a voler portare più repressione e controlli nelle scuole», avevano scritto gli organizzatori sotto lo slogan inequivocabile «Basta polizia nelle nostre scuole!» e con tanto di disegno di una foglia di marijuana.
Il volantino, distribuito nelle scuole, non è passato inosservato e ha suscitato anche le critiche di esponenti delle forze dell’ordine e dei dirigenti scolastici. Questi ultimi avevano ribadito l’importanza dei controlli, vale a dire degli interventi della guardia di finanza nelle scuole, concordati abitualmente con i dirigenti stessi e spesso richiesti dai prèsidi.
I ragazzi dell’Unione degli Studenti Comaschi, però, sono andati dritti sulla loro strada, definendo «assolutamente inaccettabile il clima di tensione e repressione che le forze dell’ordine stanno promuovendo sulla città».
Slogan, toni da battaglia e appelli alla «denuncia pubblica» non sembrano tuttavia aver fatto breccia tra gli studenti delle scuole lariane.
Nel parco di Villa Olmo, alle 15.30 di ieri pomeriggio, era difficile persino individuare il punto di ritrovo e i promotori dell’assemblea.
Poi identificati in cinque giovanissimi che, accanto a un grande albero del parco, chiacchieravano e si confrontavano su alcuni fogli di appunti, forse relativi a una lezione del mattino.
«Non c’è alcuna manifestazione ma soltanto un’assemblea, un confronto tra noi – ripetono i ragazzi davanti ai cronisti – Aspettiamo ancora qualcuno e poi cominciamo il dibattito».
Alle 16, quando arriva il ragazzo con la bandiera, i presenti sono una quindicina. Quello che segue all’esposizione del simbolo di riconoscimento del gruppo, però, continua ad apparire come un incontro tra un gruppetto di amici. Difficile dire se si tocchi davvero il tema dei controlli antidroga nelle scuole e del proibizionismo tanto contestato dai promotori.
La protesta resta tutta sul foglio di carta fatto circolare nei giorni precedenti tra i compagni delle scuole superiori lariane. Per la «denuncia pubblica contro chi continua a voler portare più repressione e controlli nelle scuole», forse, ci sarà in futuro un’altra convocazione.
Anna Campaniello

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