(m.pv.) Secondo la tesi dell’accusa, una società brianzola avrebbe «integralmente riprodotto» un macchinario medico utilizzato per l’analisi tridimensionale della cute. Un prodotto creato da una società di Dublino. Per questo motivo a processo è finito l’amministratore unico, un 50enne di Milano che avrebbe «indotto in inganno i compratori» in quanto anche il nome commercializzato era molto simile a quello della società irlandese. Sarebbero una trentina i macchinari incriminati finiti
sul mercato, del valore unitario di 7.800 euro. Il dibattimento si è aperto ieri mattina in Tribunale a Como (pm Vanessa Ragazzi) e proseguirà in marzo.
Il concetto di passo carrabile è ben definito: si tratta di un accesso che permette…
Genova, una delle città portuali più storiche e affascinanti d'Italia, si trova al centro di…
Ritrovare l'auto in un parcheggio affollato o in una città sconosciuta può essere un vero…
Macchie della pelle, ho scoperto un trucco fenomenale | Altro che creme e prodotti: tutto…
Alcol test, se sei sobrio ti danno un premio | Cena gratis e tanti complimenti:…
Assegno Unico 2026: gli importi sono stati aggiornati | Cosa cambierà per le famiglie italiane…