Coppa Italia Lega Pro: finalissima Como-Cosenza

© | . . Una fase di Como-Spal (foto Mattia Vacca)

E ora è caccia al terzo sigillo. Per la terza volta il Como darà l’assalto alla Coppa Italia di categoria.
La prima, quella di serie C, è arrivata nel 1997, con la formazione capitanata da Roberto Galia, che aveva nella rosa Gianluca Zambrotta, Giampiero Marini come allenatore e, alla guida di tutto, il presidente Mario Beretta.
Ma non va dimenticato nel 2008 il successo nella Coppa Italia di serie D, con l’undici lariano che aveva come mister Ninni Corda.
Per i lariani ci sarà la possibilità di provare il tris. Pareggiando 0-0 con la Spal ieri allo stadio Sinigaglia, il Como ha infatti ottenuto l’accesso alla finalissima che sarà contro il Cosenza  in aprile.
Ad aprire la strada agli azzurri è stato soprattutto lo 0-2 dell’andata sul terreno degli estensi. Ieri è stato sufficiente un pareggio a reti bianche per festeggiare.
Una gara che mister Carlo Sabatini temeva, visto che gli avversari non avevano più nulla da perdere.
Un Como che peraltro conserva la tradizione favorevole contro gli estensi nelle partite che contano davvero. Questo passaggio di turno si aggiunge al successo nei playoff di serie C nella finale del 1994 e nella semifinale di due anni dopo.
Ora questa nuova possibilità con un Calcio Como che ha sempre creduto in questa manifestazione, quando invece altre squadre schieravano le seconde linee o molti elementi della formazione Berretti.
«Negli anni scorsi avevamo patito eliminazioni che mi avevano dato fastidio, non mi erano piaciute – commenta il presidente Pietro Porro – A tutti avevo chiesto più attenzione e questa finalissima è sicuramente un bel risultato. Manca ancora un passo, ma sicuramente possiamo dirci soddisfatti».
Il numero uno del club lariano in questa circostanza vuole ricordare anche l’ex allenatore Giovanni Colella. «Se siamo a questo punto dobbiamo essere grati anche a lui, che ha guidato la squadra nelle prime gare di questa manifestazione – aggiunge – Ovviamente è giusto citare anche mister Carlo Sabatini e tutta la squadra».
«Non è stata una grande partita da parte nostra – ammette l’allenatore Sabatini – Io ho schierato una squadra con attaccanti ed esterni offensivi, sicuramente non rinunciataria».
«Ma è scattato un meccanismo inconscio – conclude il tecnico dei lariani – che ci ha portato a cercare di evitare di riaprire la contesa, visto che eravamo in vantaggio di due reti. Ci può stare, abbiamo badato al sodo, anche se da questo punto di vista non sono molto contento».
L’attenzione del Como ora torna di nuovo sul campionato visto che, dopo quello casalingo con il Feralpi Salò, è alle porte un nuovo derby.
Domenica prossima i lariani saranno ospiti della Pro Patria. Doveroso ricordare, per i tifosi che volessero seguire gli azzurri, che possono partecipare alla trasferta soltanto i sostenitori in possesso della supporter card. Il giorno della partita non è prevista la vendita di tagliandi.

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